1 Agosto 2006

Cancellazioni e ritardi di ore

Cancellazioni e ritardi di ore. Per la compagnia si prospettano pesanti sanzioni, ma l`azienda si giustifica: colpa del maltempo e di problemi all`estero nostro servizio

Roma. Centinaia di passeggeri bloccati negli aeroporti italiani e l`Air One finisce nella bufera. Da venerdì scorso tutti i voli della compagnia aerea italiana (collegata alla tedesca Lufthansa) hanno subito numerosi ritardi e diverse cancellazioni, suscitando proteste e disagi in tutti gli scali nazionali. Tra i più colpiti l`aeroporto di Roma Fiumicino, dove anche ieri i voli dell`Air One, sia nazionali che verso l`estero, sono stati cancellati o hanno subito ritardi di ore. Come quello diretto a Djerba (Tunisia), partito ieri pomeriggio oltre otto ore dopo l`orario previsto con 150 passeggeri (molti dei quali bambini) stremati dall`attesa. Analoghi problemi a Milano Linate, dove sono state cancellate tre partenze (tra cui una proprio per Fiumicino) e tutti i voli hanno subito ritardi tra i 40 e i 50 minuti. I più sfortunati sono stati però i 134 passeggeri di un volo diretto a Hurgada, località egiziana sul Mar Rosso, partito ieri mattina da Verona con 15 ore di ritardo. Uno dei tanti episodi che ieri ha spinto l`Air One a sospendere la vendita di biglietti “per proteggere coloro che devono ripartire“, come ha spiegato un suo portavoce. L`azienda ha poi cercato di giustificarsi tramite un comunicato: “La situazione di criticità si è venuta a creare durante il fine settimana a causa del maltempo, dei ritardi delle operazioni in Spagna e in Grecia, nonché per le agitazioni del personale di terra in Spagna e per problemi tecnici dovuti alla indisponibilità di alcuni aerei“. Una sequela di guai che ha provocato “pesanti ritardi anche sull`operativo (gli equipaggi, ndr) che non è stato possibile recuperare, tenendo conto che ci troviamo nel periodo che coincide con il massimo flusso di passeggeri in partenza per le vacanze“. Ma le spiegazioni della compagnia, secondo cui comunque “ci vorrà ancora del tempo prima di tornare alla normalità“, stridono con la versione dell`Anpac (Associazione professionale dei piloti). “Da mesi – ha spiegato l`associazione – sollecitiamo una riorganizzazione operativa dell`azienda per fare fronte all`aumentato volume di traffico. Nonostante ciò la proprietà finora ha dimostrato ben poca sensibilità e ancora nulla è cambiato. Air One è in costante scarsità di organico e gli annunciati programmi di sviluppo, sia sul versante nazionale che sull`intercontinentale, non potranno avere successo senza un adeguato rafforzamento delle strutture. Purtroppo – continua l`Anpac – i primi a farne le spese sono i passeggeri, che saranno a costretti a ricorrere alle associazione dei consumatori e all`Enac (Ente per l`aviazione civile, ndr) per tutelare i propri diritti“. La sezione pugliese della Federconsumatori ha già aperto uno sportello per il sostegno legale a coloro che hanno trascorso il fine settimana bivaccando nell`aeroporto di Bari. Tra questi, i 160 passeggeri del volo per Palma di Majorca (Spagna) che è partito domenica notte con 28 ore di ritardo. Il Codacons invece ha chiesto l`intervento delle autorità: “Ciò che è accaduto è una vera e propria vergogna italiana, se si considera anche che i passeggeri denunciano di essere stati abbandonati negli scali senza la dovuta assistenza. L`Enac deve intervenire duramente, elevando una maxi-multa all`Air One“. Ieri pomeriggio l`ente ha convocato i dirigenti della compagnia presso la direzione generale di Roma. Dopo l`incontro, il presidente dell`Enac, Vito Riggio, ha detto: “L`Air One rischia una multa fino a 50 mila euro. Apprezziamo, però, lo spirito di collaborazione“. La sensazione è che per l`azienda sia in arrivo una stangata. Comunque inferiore ai danni d`immagine per quella che è la principale compagnia privata italiana, su cui sono piovuti anche gli strali del mondo politico. “L`Air One – ha detto il senatore leghista Pierluigi Stuffoni – infligge beffe ai passeggeri da oltre un mese. L`azienda deve operare con maggiore serietà: se non ci riesce rinunci alle rotte italiane“.

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