12 Ottobre 2006

Cancellato il ponte sullo stretto

Cancellato il ponte sullo stretto
Opera “non prioritaria“, fondi destinati a strade e ferrovie

Roma Stop al ponte sullo stretto di Messina. L`aula della Camera ha approvato la mozione del centrosinistra che blocca la realizzazione del ponte. La mozione, firmata dal capogruppo dell`Ulivo, Dario Franceschini, definisce “non prioritaria“ la costruzione del ponte e impegna invece il governo a realizzare altri interventi per il miglioramento della viabilità, facendo riferimento in particolare al completamento della Salerno-Reggio Calabria e al miglioramento della rete autostradale siciliana. “É una chiara impostazione che l`Unione si è data con il suo programma elettorale. L`impegno é di utilizzare le risorse, originariamente previste per costruire il ponte, per realizzare le infrastrutture che ancora mancano in Calabria e in Sicilia e più in generale nelle regioni meridionali che soffrono di una assenza cronica ormai di infrastrutture“ ha spiegato il capogruppo dell`Udeur, Mauro Fabris. “Prima di passare alle imprese faraoniche – conclude Fabris – forse è il caso di potenziare la rete che purtroppo non c`é a livello locale e che riguarda ferrovie, autostrade e anche il problema dell`acqua“.Ma dal centrodestra, che con il governo Berlusconi aveva messo a punto progetto tecnico e finanzriario per collegare l`isola al continente, arriva un coro di critiche. “Il governo Prodi è contro la Sicilia – sbotta ad esempio il capogruppo di Fi al Senato Renato Schifani – . Vuole colpire la nostra regione, dove la stragrande maggioranza dei cittadini ha scelto la Cdl. La mozione approvata dall`Unione vuole bloccare la costruzione del Ponte sullo Stretto, facendo tornare la nostra isola indietro nel tempo. Una strategia che sa di vecchio e che avevamo dimenticato, grazie alle modernizzazioni del governo Berlusconi. Prodi e il centro sinistra vogliono una Sicilia legata al passato, lontana dal resto d`Italia, lontana dall`Europa“. Il Codacons chiede invece di concentrare le attenzioni e gli investimenti non solo sulla rete autostradale, ma anche su quella ferroviaria. “Le infrastrutture ferroviarie nel nostro paese -spiega il presidente Carlo Rienzi – sono spesso fatiscenti e obsolete, specie nel sud Italia. A dimostrarlo sono i continui disagi a danno degli utenti, i guasti e gli incidenti che da troppo tempo caratterizzano il trasporto ferroviario italiano“. Che la storia del ponte di Messina sia finita ieri è comunque ancora da dimostrare, secondo il presidente della regione Sicilia, Totò Cuffaro: “Ribadiamo la nostra volontà alla realizzazione del Ponte sullo Stretto avendo la possibilità di farlo utilizzando le risorse nostre e quelle comunitarie e rivolgendoci agli investitori privati sui mercati internazionali“ ha commentato a caldo dopo il voto alla mozione Franceschini. “Dispiace – aggiunge il governatore siciliano – che il voto di stamani alla Camera dei Deputati contro la realizzazione del Ponte sullo stretto sia stato determinato in gran parte dal voto dei deputati siciliani. Costoro si sono piegati a una logica di appartenenza meramente ideologica, di corte vedute e hanno assecondato la logica di chi ha posto la Sicilia davanti all`alternativa truffaldina: o il Ponte o le strade e le ferrovie“. Ponte e ferrovie non sono alternativi ma complementari, secondo Cuffaro.“Dopo tante chiacchiere finalmente un atto concreto: il ponte non si fa, nonostante sia un`opera finanziata“ ha detto infine Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l`autononia e presidente della provincia di Catania “prendiamo atto della volontà colonialista del governo Prodi e della maggioranza di centrosinistra verso la Sicilia e la Calabria“.

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