25 Marzo 2021

CANALE SUEZ, CODACONS: NUOVO STOP RISCHIA DI DETERMINARE ONDATA DI RIALZI PER BENZINA E GASOLIO

     

    GIA’ OGGI IN MODALITA’ SERVITO PREZZI ALLA POMPA SFIORANO QUOTA 1,8 EURO AL LITRO

    DA RINCARI MAXI-STANGATA PER ITALIANI DA 6,6 MILIARDI DI EURO ANNUI SOLO PER MAGGIORI COSTI DI RIFORNIMENTO

    Il nuovo stop alla navigazione nel canale di Suez deciso oggi dall’Autorità del canale rischia di aggravare la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia, provocando una ulteriore fiammata dei listini di benzina e gasolio alla pompa. Lo denuncia il Codacons, commentando la situazione di crisi del canale di Suez che già ieri aveva fatto rialzare del 5% il prezzo del petrolio.
    “Il nuovo blocco della navigazione rischia di determinare ancora rialzi per il greggio, che sarebbero scaricati velocemente sui listini di benzina e gasolio venduti presso i distributori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Già oggi in Italia il prezzo della benzina alla pompa in modalità servito si avvicina pericolosamente al tetto di 1,8 euro al litro, con la verde che in alcuni distributori viene venduta oggi a 1,779 euro/litro. Il gasolio, sempre in modalità servito, viaggia a una media di 1,587 euro al litro, con punte di 1,656 euro/litro”.
    Rincari inarrestabili che portano oggi la benzina a costare il 15,7% in più rispetto a maggio 2020 e una maggiore spesa da +10,7 euro a pieno per un’auto di media cilindrata (+15,1% il gasolio) – stima il Codacons.
    “La corsa dei carburanti alla pompa ha effetti pesantissimi per le tasche dei consumatori, determinando una maggiore spesa annua rispetto al 2020 da +257 euro a famiglia solo per i rifornimenti – prosegue Rienzi – Per la collettività si tratta di una maxi-stangata da complessivi 6,6 miliardi di euro nel 2021, solo per i maggiori costi del pieno. Ma i rincari si faranno sentire anche in altri settori: gli incrementi dei listini di benzina e gasolio avranno effetti diretti sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire da alimentari e ortofrutta, e determineranno maggiori costi per l’industria che saranno scaricati sui consumatori finali, senza contare le ripercussioni sul fronte dell’energia, a partire dalle bollette” – aggiunge Rienzi.

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