19 Giugno 2006

Campania coldiretti informa Centomila italiani alla festa del pomodoro

Spaghetti, riso al sugo, pizza napoletana. Più di centomila persone, in varie piazze d`Italia, festeggiano mercoledì scorso l`oro rosso. Dal 15 giugno, infatti, è entrata in vigore l`etichetta di origine obbligatoria. “Oggi ? dichiara Vito Amendolara, direttore di Coldiretti Campania – i nostri cittadini consumatori possono scegliere di acquistare prodotti italiani. Sulle confezioni di pomodori non deve esserci scritto confezionato in Italia ma bensì prodotto in Italia“. “Dobbiamo fare in modo ? aggiunge Gennaro Masiello, vicepresidente nazionale e presidente campano dell`associazione -che l`etichettatura trasparente sia estesa a tutte le produzioni di qualità italiana come l`olio e sollecitare controlli serrati affinché le norme siano rispettate“. di Anna Di Emilia Pomodoro italiano: più di centomila italiani hanno festeggiato l`oro rosso. Nella giornata nazionale del pomodoro italiano che si è svolta mercoledì 14 giugno, la Coldiretti ha organizzato varie manifestazioni in diverse piazze italiane. Da Roma a Milano a Napoli si è potuto assaporare la vera passata di pomodoro italiana: spaghettate, riso al sugo e pizza napoletana. E non solo. Sono state distribuite piante di pomodoro da coltivare in terrazzo. Durante la giornata non si è festeggiato solo il sapore del pomodoro ma è stato anche un momento di informazione. La Coldiretti ha infatti informato i consumatori della possibilità di riconoscere la vera passata di pomodoro italiano grazie all`entrata in vigore dal 15 giugno dell`etichetta di origine obbligatoria. Il nuovo provvedimento stabilisce infatti che sulle etichette venga obbligatoriamente indicata “la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato“ anche se i prodotti etichettati precedentemente al 15 giugno possono essere venduti fino al 31 dicembre 2007. Per Vito Amendolara direttore della Coldiretti Campania inserire la provenienza del prodotto sull`etichetta equivale ad una regola di trasparenza. “Oggi ? dichiara ? i nostri cittadini consumatori possono scegliere di acquistare prodotti italiani. Sulle confezioni di pomodori non deve esserci scritto confezionato in Italia ma bensì prodotto in Italia“. Amendolara ricorda come il nostro Paese sia il secondo produttore mondiale di pomodoro, dopo gli Stati Uniti. Il settore del pomodoro da industria in Italia riguarda mediamente 75mila ettari di superficie coltivata da 8.500 aziende agricole per una produzione superiore a 5 milioni di tonnellate trasformate da oltre 180 industrie. Il prodotto viene così trasformato: 35 per cento pelato intero, 33 per cento triturato o in polpa, 15 per cento passata-succo-salse preparate, 13 per cento concentrato, 4 per cento altri prodotti. Nel 2005 le esportazioni nazionali di derivati del pomodoro sono state pari a 1,43 miliardi di euro, stabili rispetto all`anno precedente. 888 milioni sono state dirette verso paesi dell`Ue, e oltre 546 milioni verso paesi extra Ue. “La Campania ? sottolinea Amendolara ? è la capitale della trasformazione dell`oro rosso. Su 180 aziende di trasformazione in tutta Italia, 108 sono campane. In Campania si trasforma il 50 per cento del prodotto nazionale. Nel comparto sono impegnati 18mila lavoratori. Nel 2005 la Campania ha lavorato 27 milioni di quintali di pomodori. Nel 2006 ci sarà un lieve calo“. Il direttore della Coldiretti Campania invoca anche un intervento delle istituzioni locali. “Invito il presidente della Regione Antonio Bassolino, la giunta e il consiglio a deliberare subito l`agenzia per la sicurezza alimentare ed invito il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino a proporre Napoli come sede dell`agenzia nazionale per la sicurezza alimentare“. Per Gennaro Masiello vicepresidente nazionale e presidente campano della Coldiretti l`impegno della Coldiretti si estende su due fronti. “Ora ? spiega ? dobbiamo fare in modo che l`etichettatura trasparente sia estesa a tutte le produzioni di qualità italiana come l`olio e sollecitare controlli serrati affinché le norme siano rispettate“. Per Masiello non basta solo l`approvazione di leggi. “Occorre – chiarisce – che chi ha la competenza di farle rispettare metta in campo tutte le forze possibili affinché i controlli ci siano. Su questo Coldiretti Campania in accordo con tutte le associazioni di consumatori vigilerà“. All`iniziativa della Coldiretti Campania hanno aderito diverse associazioni di consumatori: Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Codacons, Legambiente, Wwf, ItaliaNostra, Lipu e l`Associazione Verace Pizza Napoletana. Alimenti con l`obbligo di etichettatura 1. Carne bovina: dal 1° gennaio 2002 obbligo etichetta origine dopo mucca pazza. 2. Pesce: dal 10 aprile 2002 deve riportare l`indicazione della provenienza. 3. Frutta e verdura fresche: dal 25 febbraio 2003 su etichette obbligato indicare origine, varietà e categoria. 4. Cioccolato: dal 3 agosto 2003 l`etichettatura indica se prodotto viene realizzato con aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao. 5. Uova: dal 1° gennaio 2004 è obbligatorio il codice sul guscio. 6. Miele: dal 1° agosto 2004 è d`obbligo etichetta con Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. 7. Latte fresco: dal 7 giugno 2005 deve essere indicato il luogo di provenienza degli allevamenti di origine da giugno 2005. 8. Carne di pollo: dal 17 ottobre 2005 obbligo etichetta tra i provvedimenti per fronteggiare virus polli. 9. Passata di pomodoro: dal 15 giugno 2006 obbligo di etichetta che indica il luogo di coltivazione. Il primo alimento con obbligo di etichettatura è stata nel 2002 la carne bovina, a seguito dell`emergenza mucca pazza 17-06-2006.

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