Campagna vaccinale sospesa “Possiamo fare solo i richiami”
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fonte:
- Corriere del Veneto
«La campagna vaccina, Veneto, oggi è sospesa. Con i tagli decisi da Pfizer questa settimana riusciremo a fare soltanto i richiami, fatica. Dalla prossima, se le forniture non saranno ripristinate, avremo problemi anche con quelli. Un disastro, il caos». Il presidente Luca Zaia sintetizza così, durante la conferenza stampa di mezzogiorno, l’allarme scattato in Regione dopo che la casa farmaceutica americana ha deciso unilateralmente di ridurre di 165 mila unità le dosi destinate all’Italia riservandosi anche il diritto di stabilire in che misura distribuire la sforbiciata tra le diverse Regioni. Al Veneto, delle 397 mila dosi arrivate, Pfizer ne ha destinate 22 mila, contro le 48 mila della scorsa settimana, con un taglio del 53% definito «vergognoso» da Zaia che si domanda «quale sia l’algoritmo con cui la multinazionale ha deciso che ha noi toccava una riduzione della metà, ad altre Regioni dell’ ad altre ancora del 2% o dello 0%». L’azienda non ha dato alcuna spiegazione e questo sta alimentando molte dietrologie, a cominciare dal sospetto che la ragione non stia nel potenziamento dello stabilimento belga dell’azienda reso necessario dall’altissima domanda globale (Moderna non ha la stessa capacità produttiva, AstraZeneca su cui l’Italia ripone molte delle sue speranze, deve ancora ottenere il via libera di Ema e Aifa, le agenzie regolatrici) ì dalla concorrenza sul mercato di Paesi extra europei disposti a pagare di più pur di avere le fiale: «Sono curioso di sapere se lo stesso taglio è stato applicato anche a Francia, Germania o magari agli Usa – chiosa sibillino Zaia – dove il neo presidente Biden ha appena annunciato di voler vaccinare 100 milioni di persone in 100 giorni». Pfizer, colosso del settore, è statunitense. «Noi dobbiamo attenerci agli accordi – prosegue il presidente della Regione – che prevedono un contratto tra il nostro governo e Pfizer e poi la distribuzione diretta da parte di quest’ultima alle Regioni. Dunque noi siamo controparte “logistica” dell’azienda non “giuridica” e qualunque ipotesi di acquisizione dire t t a d a p a r te n o s t r a s u l mercato è impraticabile. Io mi aspetto che il governo vada giù pesante sul piano legale perché il danno che stiamo subendo è enorme. Quanto a noi, ho dato mandato all’Avvocatura di verificare come possiamo tutelarci, in un modo o nell’altro benIntanto la Regione ha deciso di sospendere fino alla prossima settimana le nuove vaccinazioni, che coinvolgevano soprattutto gli ospiti delle case di riposo e gli over 80 a domicilio («Gli appuntamenti già dati saranno rivisti» avverte Zaia), così da dedicare le dosi rimaste in magazzino ai richiami. «Provate solo a immaginare – continua il presidente – cosa accadrà se non dovessero arrivare dosi sufficienti per tutti i richiami… sarebbe il panico, molti si preoccuperebbero per il mancato completamento della profilassi, senza contare che è la stessa Pfizer a dirci che l’immunità arriva con la seconda dose, non con la prima». Come sembra confermare l’episodio della casa di riposo «I tigli» di Meolo, dove 13 ospiti sono risultati positivi al virus dopo essersi vaccinati il 5 gennaio. La macchina della sanità del Veneto si era messa in moto a pieno regime (107.122 i vaccinati ad oggi, le prime due forniture sono stati usate al 100%, la terza, arrivata martedì scorso, al 75%) ma ora dovrà tirare il freno. A Treviso, ad esempio, è stato annullato il «V- fissato sabato quando, grazie ad un’intesa con sigle di categoria della professione medica, la dose avrebbe dovuto essere somministrata a 6.000 persone. Si vedrà se Pfizer manterrà la promessa di ripristinare le forniture così come concordate già dalla prossima settimana, nel frattempo il Codacons ha presentato un esposto in tutte e sette le procure del Veneto ipotizzando, tra gli altri, reati di frode in commercio, truffa e truffa aggravata. Quanto alla «guerra legale» auspicata da Zaia, il portavoce della Commissione per la Salute dell’Unione Europea, Stefan de Keersmaecker, fa sapere che i contratti stipulati tra l’Ue e le aziende farmaceutiche sono riservati e la Commissione europea non ha alcuna intenzione di chiarire se – ed eventualmente quali – clausole siano previste in caso di inadempienze logistiche o di ritardi: «Abbiamo siglato contratti con diverse aziende e non dirò che cosa prevedano in caso di ritardi», ha sintetizzato ieri durante una conferenza stampa. Va detto che i contratti in questione, non solo quello con Pfizer, fissano il numero di dosi da consegnare ogni tre mesi ma non ha vincoli sulla cadenza settimanale. Il che escluderebbe responsabilità contrattuali. Marco Bonet
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