12 Marzo 2009

Camp Ederle 2, il Comune insiste: “Si affronti il tema ambientale”

Ieri al Tar discussione sul ricorso presentato da Legambiente e Coordinamento comitati: il pronunciamento è atteso in queste ore

 
(E.S.) L’amministrazione comunale di Vicenza spera di ottenere dal Tar del Veneto una sospensiva dei lavori al Dal Molin. Udienza lunghissima ieri mattina a Venezia per il ricorso presentato nel 2008 da Legambiente, Coordinamento dei comitati e Comune di Vicenza. Pochi mesi fa, quando il progetto definitivo era ancora fermo in qualche cassetto, i giudici avevano spiegato ai ricorrenti che non potevano ipotizzare danni da qualcosa che ufficialmente ancora non esisteva. Adesso che quel progetto c’è, Comune di Vicenza e gli altri reclamano la Valutazione d’Impatto Ambientale. Il primo ricorso al Tar, quello di Codacons, risalente al 2007, aveva ottenuto nel 2008 la sospensione dei lavori. Poi però le cose non erano andate come sperato dai ricorrenti visto cheil Consiglio di Stato ribaltò quel pronunciamento e aprì le porte del Dal Molin agli americani. Già allora aveva partecipato il Coordinamento dei comitati di Giancarlo Albera: «L’Avvocatura di Stato, come era prevedibile, continua a farne una questione di buona immagine del paese nei confronti degli americani – ha commentato ieri Albera- Vogliono far passare questa base per opera di difesa nazionale così da evitare l’obbligo di svolgere la Via». Per la controparte invece sarebbe il trattato bilaterale (segretato) Italia-Usa del 1954 a qualificare il Dal Molin come opera di difesa nazionale. Lo stesso presidente del Tar veneto e del collegio giudicante, Vincenzo Borea, ha ammesso che la definizione di cosa sia ’Camp Ederle 2’ è un elemento fondamentale ai fini della decisione sulla richiesta di sospensiva. Il pronunciamento su quest’ultima è atteso a ore. “Il Comune – ha dichiarato l’assessore all’ambiente Antonio Marco Dalla Pozza – ha ribadito al Tar la necessità che si affronti in modo chiaro e inequivocabile il tema ambientale, nel rispetto delle ragioni della comunità. Anche attraverso questo passaggio giudiziario continuiamo a far valere questa nostra convinzione ed ora attendiamo fiduciosi la decisione del tribunale amministrativo”. Il dibattito di ieri ha affrontato anche il tema della regolarità della bonifica in corso nell’area. Per l’Avvocatura di Stato la costruzione della base rappresenta un’occasione per bonificare un territorio contaminato non da oggi: "In pratica con il Dal Molin viene scaricata sugli americani l’onere di una bonifica che andava comunque fatta" ha affermato l’avvocato romano Vittorio Cesaroni.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this