26 Febbraio 2007

Camillo Valentini, un sindaco morto per niente

Camillo Valentini, un sindaco morto per niente

Il giorno di Ferragosto di due anni e mezzo fa il sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, intento a trascorrere qualche giorno di vacanza con la propria famiglia al mare, venne arrestato su richiesta della Procura del Tribunale di Sulmona. Gravissime le accuse: corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Inoltre, il sindaco era stato anche accusato di calunnia nei confronti del maresciallo dei carabinieri Alfredo Di Gioia, che stava svolgendo indagini sull’attività amministrativa del Comune e che era stato a sua volta prosciolto dall’accusa di peculato. L’arresto di Valentini aveva destato immediatamente più di una perplessità, non solo per la stima e l’affetto di cui il sindaco godeva, ben al di là delle appartenenze politiche, ma anche per le tante anomalie che accompagnarono la vicenda. Quella carcerazione preventiva durò appena due giorni, poiché il 16 agosto Valentini venne trovato privo di vita nella sua cella, soffocato da un sacchetto di plastica stretto attorno al collo con i lacci di un paio di scarpe. Occorsero diciotto mesi per giungere all’archiviazione di quella inchiesta: niente a carico dell’ex sindaco di Roccaraso, arrestato per niente, accusato di niente, colpevole di niente. Morto per niente. Accadde però che da quel procedimento ne scaturissero altri sei che vedevano coinvolti dieci personaggi illustri tra generali dei carabinieri e della Guardia di finanza oltre a giudici, costruttori e avvocati accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio in concorso e, in qualche caso continuato, ed infine di calunnia. Giunge oggi la notizia del rinvio a giudizio di quattro di quei dieci indagati tra cui il pm Maria Teresa Leacche, l’ispettore di polizia Massimiliano Mancini ed il presidente e vicepresidente del Codacons, Carlo Rienzi e Giuseppe Ursini. Staremo a vedere. Nel frattempo Camillo Valentini è morto. Per niente.
 

 

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