Camilla e Gianluca,i dubbi e la rabbia
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fonte:
- Avvenire
I dubbi sulla morte della 18enne Camilla Canepa, deceduta dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZeneca sono tanti. In parte, potranno essere chiariti dall’autopsia ma soprattutto dal materiale documentale acquisito dai Nas per conto della Procura di Genova. Le cartelle cliniche prelevate all’ospedale di Lavagna e al Policlinico San Martino del capoluogo parlano non solo della piastrinopenia autoimmune familiare ma anche dell’assunzione di farmaci a base di estrogeni che vengono qualche volta utilizzati proprio per le pazienti con questo tipo di patologia. Eppure, la famiglia della ragazza ha dichiarato che «Camilla non aveva malattie ereditarie». Da stabilire se la terapia con estrogeni seguita da Camilla e la malattia immunitaria abbiano interferito con il vaccino amplificando il rischio di trombi. Tra I le carte che gli inquirenti vogliono esaminare c’è anche la scheda anamnestica che Camilla deve aver obbligatoriamente compilato prima del vaccino. Il documento contiene domande sulle patologie in corso e chiede di specificare farmaci, integratori, vitamine, medicinali alternativi che si stanno assumendo. Camilla ha detto ai vaccinatori di avere una piastrinopenia immune e che stava prendendo estrogeni? Quattro giorni dopo aver ricevuto la dose di vaccino, Camilla assume due farmaci, un progestinico e un estrogeno che, secondo quanto appreso da fonti investigative, servivano per ridurre un problema ginecologico. Cinque giorni dopo l’assunzione degli estrogeni, Camilla avverte un forte mal di testa e viene accompagnata all’ospedale di Lavagna dai genitori. Una prima tac non mostra problemi particolari. Il 5 giugno Camilla viene ricoverata di nuovo e una nuova tac rivela la trombosi del seno cavernoso cerebrale. Trasferita al San Martino e operata, muore giovedì. Il Codacons ha depositato un esposto in procura chiedendo di indagare il ministro Speranza, il commissario Figliuolo e la Asl competente per aver autorizzato AstraZeneca nella fascia d’età di Camilla e ha promosso una class action, mentre gli inquirenti hanno sequestrato anche la lettera inviata dal Cts alle Regioni. Suscita rabbia, dolore e tanti interrogativi anche il decesso a seguito di trombosi di Gianluca Masserdotti, 54enne di Flero (Brescia), avvenuto 12 giorni dopo aver ricevuto la prima dose di AstraZenecaZeneca. «La nostra convinzione – spiegano i familiari – è che il vaccino lo abbia portato alla morte». «Mio fratello era sano», assicura la sorella Sonia. La procura di Brescia ha aperto un’inchiestainchiesta, senza indagati, su segnalazione degli Spedali Civili dove l’uomouomo, carrozziere, era stato trasferito dalla Poliambulanza quando già era stata dichiarata la morte cerebrale. Padre di due figli, viene vaccinato il 29 maggio. Il 4 giugno accusa i primi sintomi con febbre alta, domenica 6 il malore. «Ha un’ii-schemia. Lo abbiamo portato in ospedale e, una volta in Poliambulanza,i medici riconoscono la gravità della situazione e la presenza di un trombo», ricostruisce Sonia. «Hanno agito subito attraverso un’angiografia per aspirare il trombo ed è andato tutto bene tanto che in poche ore lui si è svegliato. Sembrava che la cosa fosse abbastanza sotto controllo seppur comunque ancora grave, ma il giorno successivo il quadro peggiora, viene nuovamente operato per ridurre la pressione del trombo sul cervello. Poi è andato in coma ed è deceduto. Abbiamo potuto donare solo fegato e reni perché gli altri organi e-rano compromessi dai trombi». Domani saranno celebrati i funerali. «Vogliamo risposte. Vogliamo capire perché – si chiedono i familiari e la compagna- a un uomo di 54 anni è stato fatto AstraZenecaZeneca». Vito Salinaro
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