12 Giugno 2021

Camilla Canepa, sequestrato certificato medico prima di vaccinarsi

Ordine di sequestro notificato da parte dei carabinieri del Nas all’Asl 4 della Liguria del certificato anamnestico compilato da Camilla Canepa, la 18enne di Sestri Levante morta dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, prima dell’inoculazione. La Procura vuole verificare se nel documento sia stata segnalata la piastrinopenia ereditaria, citata nei documenti in possesso degli inquirenti, o l’assunzione di farmaci a base ormonale.
La procura di Genova vuole acquisire anche la lettera del Comitato tecnico scientifico inviata alle regioni che avevano deciso di procedere con gli open day. In quella lettera il Cts “non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate iniziative quali i vaccination day”. Nello stesso documento, i tecnici sottolineano anche che “occorre completare la vaccinazione dei soggetti vulnerabili e over 60 ancora non coperti per una percentuale che non puo’ essere trascurata”

COVID: MORTE CAMILLA, CODACONS PRESENTA ESPOSTO A PROCURA DI GENOVA

Sul caso della morte della giovane CAMILLA Canepa, deceduta dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca, il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Genova chiedendo di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Francesco Paolo Figliuolo e la Asl competente. “Si tratta di un atto dovuto volto ad accertare il ruolo svolto nella vicenda dagli enti competenti -spiega l’associazione- Col nostro esposto vogliamo capire se vi siano responsabilità da parte del Ministro e del Commissario per aver autorizzato una vaccinazione potenzialmente pericolosa per gli under 60, e il ruolo della Asl nella gestione della somministrazione del vaccino alla ragazza e nella raccolta di informazioni sulla sua situazione clinica prima dell’iniezione”. Il decesso di CAMILLA “non può rimanere impunito, e se emergeranno errori od omissioni i responsabili, a qualsiasi livello, dovranno risponderne dinanzi la giustizia”, commenta il presidente Carlo Rienzi. Intanto il Codacons, dopo il caos sulle vaccinazioni Astrazeneca e la retromarcia del governo sulle somministrazioni ai più giovani, lancia oggi una azione collettiva in favore di tutti gli under60 che abbiano ricevuto il vaccino in questione, “finalizzata a chiedere a Stato, Regioni e Asl il risarcimento del danno morale per i potenziali rischi corsi sul fronte della salute”.

AstraZeneca, verso lo stop ai giovani: atteso il parere del Cts

Stop al vaccino AstraZeneca per i più giovani: per quanto rarissimi, il rischio di gravi eventi trombotici man mano che si scende con l’età (e che contestualmente si riduce drasticamente la circolazione virale) pareggia e supera quello di contrarre in maniera grave il Covid. “L’”uso del vaccino AstraZeneca è raccomandato in via preferenziale alle persone con più di 60 anni”, stabiliva ad aprile l’Aifa. E’ proprio quel “in via preferenziale” ad aver consentito ampio margine alle Regioni, che da settimane hanno iniziato a promuovere l’uso di AstraZeneca per i più giovani soprattutto attraverso la formula degli ‘Open day’. Le dosi, era il ragionamento, sono in freezer: chi vuole si presenti. Per evitare imperdonabili sprechi ed accelerare la campagna. Si starebbe valutando di rendere più stringente la raccomandazione eliminando il concetto di “uso preferenziale”, ma contestualmente potrebbe abbassarsi il limite suggerito, che a oggi è appunto di 60 anni. Ieri il sottosegretario Sileri aveva suggerito di rivedere le indicazioni fissando il tetto a 40 o a 30 anni, sotto il quale è decisamente preferibile usare i vaccini a mRna, ossia Pfizer e Moderna.

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