1 Febbraio 2014

Camera verso il voto

Camera verso il voto

È dagli ultimi mesi di Raffaele Lombardo presidente della Regione Siciliana che la Camera di commercio di Catania è commissariata. Un tempo abbastanza lungo che ora però sembra volgere al termine. Ieri (venerdì 31), infatti, presso la sede di Confindustria Catania, organizzazioni datoriali e sindacali della provincia etnea hanno presentato le linee programmatiche per l’ operatività dell’ ente, in vista del rinnovo, che a questo punto sembra davvero prossimo, degli organi di gestione. Oltre al presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, erano presenti i rappresentanti di Abi, Apindustrie, Cgil, Cna, Codacons, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confcommercio, Confimprese Italia, Federazione Armatori, Legacoop, Uil, Upia Casa Artigiani, Upla Claai e Ust Cisl. «Le imprese si aspettano risposte concrete», ha affermato il presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi di Reburdone illustrando le linee programmatiche elaborate per il futuro della Camera etnea, «e servono quindi azioni in grado di attutire gli effetti di una congiuntura pesantissima, che sta falcidiando tessuto produttivo e occupazione: liberare il costo del lavoro dall’ eccessiva pressione fiscale, sollecitare investimenti per le infrastrutture, combattere la corruzione e pretendere assoluto rigore nella gestione della cosa pubblica. Le Camere di commercio, oggi, non possono limitarsi alla funzione di anagrafe delle imprese, ma devono riappropriarsi del ruolo strategico di proposta nella definizione delle politiche di sviluppo a sostegno del tessuto produttivo». Serve quindi affrontare la lunga crisi con strumenti adeguati, concertando le mosse da attuare e tentando di raggiungere una pace costruttiva fra le varie organizzazioni. «Occorre costruire un sano rapporto di fiducia e di responsabilità», ha dal canto suo affermato il presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti, «abbiamo bisogno di un patto sociale forte che faccia riemergere il nostro territorio dalla palude. Oggi c’ è la consapevolezza da parte delle categorie produttive di poter volare alto e tornare ad avere un forte ruolo di lobby nei confronti della politica a sostegno delle nostre imprese». Gli ha fatto eco Totò Bonura, direttore della Cna etnea, per il quale «aver condiviso un documento comune, dopo lunghe contrapposizioni, è un passo importante. Ora è necessario fare in modo che la Camera di commercio diventi il punto di riferimento concreto per tutti i soggetti imprenditoriali». Fra i punti presentati l’ impegno per il rilancio dell’ economia come fattore non solo di crescita, ma di contrasto alla disoccupazione, il superamento delle logiche di divisione e contrapposizione per e fra settori, la stretta collaborazione con le altre Pubbliche amministrazioni locali e con il mondo della scuola e dell’ università., la piena sinergia con le altre Camere di commercio del Sud Est dell’ Isola (per il quale il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha ideato uno specifico Distretto) e cinque grandi linee operative: sostegno al credito, all’ occupazione e allo sviluppo delle potenzialità competitive; valorizzazione del territorio e delle attività produttive in Italia e all’ estero; innovazione, ricerca e formazione; servizi alle imprese; programmi di sviluppo e internazionalizzazione delle Pmi. Per Gaetano Mancini, presidente provinciale e regionale di Confcooperative, si è trattato di «una giornata importante, a testimonianza del consolidamento dei rapporti fra le organizzazioni datoriali, che fa ben sperare per il futuro della nostra economia, che ha bisogno innanzitutto di condivisione, nel nome degli interessi delle imprese e dei lavoratori, piuttosto che di contrasti». (riproduzione riservata)
antonio giordano

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