1 agosto 2018

Camera, Mura ‘veleggia’ al Gruppo misto. Recordman di assenze, il M5S lo aveva scaricato

 

di ALBERTO CUSTODERO ROMA – Alla fine il “testimonial contro le microplastiche negli oceani” Andrea Mura, continuerà a farlo come deputato velista. Dal Movimento 5 Stelle, che lo aveva invitato a dimettersi dopo aver manifestato l’intenzione di “fare politica dalla barca”, Mura “veleggia” al Gruppo misto. Il passaggio il 26 luglio. S’è dimesso, ma non da deputato. Solo dai 5 Stelle. Continuerà dunque a percepire le indennità da parlamentare nonostante un tasso di assenza rilevato da OpenPolitica di circa il 97 per cento.

Nonostante il suo alto tasso di assenze continuerà dunque a percepire l’indennità da parlamentare, 5000 euro netti al mese, a beneficiare della diaria di 3500 euro, del rimborso spese di 3700 euro al mese, e di un ulteriore rimborso di 3300 euro (ogni tre mesi) per i trasferimenti.

Il caso Mura comincia con un attacco nei suoi confronti del deputato forzista Ugo Cappellacci che lo aveva accusato appunto di disertare Montecitorio preferendo vivere in barca. In un’intervista a La Nuova Sardegna Mura si era difeso sostenendo di fare politica navigando in difesa degli oceani e di aver concordato questa scelta con il M5s. Ma dopo essere stato criticato sui social, oggetto di una denuncia in procura del Codacons, e al centro di una bufera politica, i 5 Stelle ne avevano preso le distanze. I capigruppo di Camera e Senato e il vicepremier Luigi Di Maio ne avevano chiesto le dimissioni.
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Ma il deputato-skipper si era difeso sostenendo di avere avvisato il M5s. E contestando il fatto di essere recordman di assenze alla Camera.”La notizia secondo cui avrei il 97% di assenteismo è totalmente falsa e infondata”, si era difeso intervistato dall’Ansa. “La mia presenza fino al 19 luglio è pari al 59%, basta vedere i dati ufficiali della Camera dei Deputati. Poi non è vero che sto veleggiando perché la mia barca è ferma dal 30 settembre 2017”. “Sono un uomo di sport, velista professionista, per questo mi è stato chiesto di candidarmi con il Movimento. Ho sempre detto che avrei continuato questa attività una volta eletto perché credo sia un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della tutela del mare”. “In Sardegna – aggiunge lo skipper cagliaritano – il movimento ha vinto una campagna elettorale durissima anche grazie al mio contributo con circa 60 mila voti”.
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“La stampa – aveva poi precisato – mi ha attribuito delle affermazioni false da me mai pronunciate. Ho grande rispetto per l’attività del Parlamento e delle Istituzioni e non mi sognerei mai di dire cose del genere”. “Sulla vicenda ci sono state varie fake news. A fronte di questa tempesta mediatica violentissima il Movimento mi ha ingiustamente abbandonato in mezzo al mare. Sono un navigatore solitario degli oceani, abituato ad affrontare con pazienza le burrasche più dure. Ho chiesto un confronto con i vertici del Movimento per chiarire presto l’intera vicenda”.

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