12 Febbraio 2019

Camera, mega problema

il codacons lancia l’ allarme: bilanci e delibere indicherebbero la prossimità del default. al centro della questione le spese per il personale in pensione, particolarità del sistema siciliano. giovedì le risposte dei vertici
La Camera di commercio del Sud-Est Sicilia, il forte ente scaturito dalla fusione delle Camere di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa, potrebbe avere problemi di liquidità. Il Consiglio camerale ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2019, tutt’ altro che roseo. Di più: la Camera, in una delibera di giunta, ha già indicato per l’ anno 2018 una stima del disavanzo pari a quasi 7 milioni e mezzo di euro, prevedendo per l’ anno 2019 una ulteriore perdita altri 7 milioni e mezzo. Il problema, ancora una volta, ruota tutto attorno alla questione delle spese derivanti dal personale in pensione, una condizione che rende il sistema camerale siciliano unico nel panorama italiano. In merito, è subito intervenuto allarmato il Codacons. «Il riequilibrio economico patrimoniale e finanziario, da rispettarsi in ossequio alle disposizioni previste nel Dpr del 02.11.2005 n. 254 e nella circolare ministeriale 3612/C del 2007, verrà raggiunto esclusivamente utilizzando gli avanzi patrimonializzati», ha dichiarato in una nota ufficiale il presidente regionale dell’ associazione dei consumatori, Giovanni Petrone, per il quale, «c’ è da evidenziare che la giunta camerale aveva già elaborato un bilancio di previsione per l’ anno 2019 e successivamente ha sospeso l’ approvazione di tale bilancio in quanto nelle more ha scoperto l’ esistenza di una differenza in negativo della giacenza di cassa al 27.12.2018 rispetto a quella al 31.12.2017 di oltre 3 milioni di euro». I consumatori credono che potrebbero esservi per la mega Camera seri problemi a far fronte ai pagamenti correnti nei i primi tre mesi del 2019. «E così», prosegue Petrone, «si è pensato bene di modificare di gran corsa il bilancio di previsione, appostando nella novellata versione le anticipazioni di cassa da richiedere al servizio di tesoreria tenuto dal Credito Siciliano spa, inserendo negli oneri finanziari le spese per interessi passivi previsti, pari a 65 mila euro. La stessa giunta, nella propria relazione, ammette che l’ equilibrio economico finanziario è destinato a essere compromesso e che occorre un monitoraggio attento dei flussi di cassa futuri. Ci si chiede perché solo adesso la Giunta intenda monitorare il flusso e non prima, per evitare il conclamato dissesto. Perché tali movimentazioni di cassa non sono state adeguatamente monitorate dall’ organismo di revisione, che nella propria relazione si limita a descrivere l’ operazione di appostazione degli interessi passivi, senza formulare alcun parere sulla differenza negativa della giacenza di cassa e quindi della necessità di appostare le anticipazioni». Ma l’ affondo del Codacons non finisce qui e Petrone punta al «bersaglio grosso»: «La giunta prevede altresì quale soluzione al problema la parziale cessione di quote a favore di soggetti privati delle azioni detenute dalla Camera nella società di gestione dell’ aeroporto di Catania. Ovvio come il Codacons provvederà ad analizzare attentamente i documenti pubblicati e a trarne le necessarie conseguenze, monitorando la situazione e le azioni intraprese, a tutela dell’ interesse collettivo e della corretta amministrazione dell’ ente pubblico». All’ interno del consiglio camerale parla il segretario di Cna Catania: «Non entro per ora nel merito dei numeri del bilancio camerale che, per come sono stati presentati, sembrano incontrovertibili. In uno scenario di tale tipo, sembrerebbe ovvio iniziare a ragionare su come vendere il patrimonio per tentare di sanare la situazione. A tale proposito, però, ricordo solo come il presidente Agen abbia dichiarato, non più di qualche mese or sono, che il valore dell’ aeroporto di Catania sarebbe tra i 600 milioni di euro minimo e il miliardo. Ovviamente, ci aspettiamo che una eventuale sua vendita diretta sia in linea con tale aspettativa e non scandalosamente distante dalla valutazione di Agen di appena qualche mese». I vertici della Camera risponderanno giovedì nel corso di una conferenza stampa che è stata convocata a Catania. Saranno presenti il presidente Pietro Agen e il segretario generale. (riproduzione riservata)
antonio giordano

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