3 Agosto 2011

Camera, ferie lunghe C’ è il pellegrinaggio

Oggi ultimo giorno di lavoro alla Camera: si riprende il 12 settembre Marco Dell’ Omo ROMA Cento e passa parlamentari all’ inizio di settembre andranno in pellegrinaggio in Terra Santa. E l’ aula della Camera non riaprirà prima del 12, garantendo così cinque settimane di ferie totali ai deputati. La decisione è stata presa nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, chiamata a fissare il calendario delle vacanze dei deputati. Oggi è l’ ultimo giorno di lavoro dell’ assemblea, poi, concluso il dibattito sulle comunicazioni di Berlusconi sulla crisi economica, il palazzo di Montecitorio chiuderà i battenti fino al 5 settembre, giorno in cui cominceranno a riunirsi le commissioni. L’ opposizione non ci sta L’ opposizione, durante la riunione dei capigruppo, chiede che anche l’ aula di Montecitorio torni a funzionare nello stesso giorno delle commissioni. Ma qualcuno fa notare che proprio in quei giorni un bel numero di parlamentari sarà impegnato nel tradizionale pellegrinaggio a Gerusalemme e negli altri luoghi sacri della Terra Santa. Lo organizza dal 2004 il ciellino Maurizio Lupi, esponente del Pdl e vicepresidente della Camera: i parlamentari che aderiscono sono passati dalle poche decine delle prime volte ai 170 dell’ anno scorso: si visitano il Santo Sepolcro e gli altri luoghi simbolo della nascita del cristianesimo. Fino all’ anno scorso, quando era ancora cappellano di Montecitorio, ad accompagnare i parlamenteri-pellegrini c’ era monsignor Rino Fisichella. Questa volta sarà don Lorenzo Leuzzi, che ne ha preso il posto. E spiega: «Sono molto contento, andremo tra l’ altro a Gerusalemme, Betlemme, a Betania sul Mar Morto e naturalmente ogni giorno ci saranno momenti di raccoglimento e preghiera e la celebrazione eucaristica». Gli organizzatori piccati Nella riunione dei capigruppo passa così l’ orientamento di rinviare la prima seduta dell’ aula al 12 settembre. Ma subito qualcuno comincia a fare dell’ ironia sul fatto che i deputati si allungano le ferie perché devono andare in pellegrinaggio. Piccati, gli organizzatori del viaggio a Gerusalemme precisano che la data del pellegrinaggio era stata fissata ai primi di settembre perché si dava per scontato che la Camera non avrebbe riaperto prima del 12. Secondo Paola Binetti, habitué del viaggio religioso, lo slittamento della seduta dell’ aula non può essere addebitata all’ iniziativa religiosa: è che, come ogni anno, in quello stesso periodo ci sono numerose feste di partito, ragion per cui si è sempre deciso di posticipare di qualche giorno la riapertura del portone dell’ Aula. Il Pd però insiste, e chiede che i deputati siano riconvocati il 5 settembre. Lupi, preso alla sprovvista, non dice di no: vorrà dire che il volo verso la Terra Santa sarà anticipato di qualche giorno. La notizia non passa inosservata al Codacons, l’ associazione a difesa dei consumatori sempre all’ erta nel segnalare i privilegi della casta. Questa volte si rivolge direttamente al Papa, affinché, vista la crisi economica e i problemi che i parlamentari sono chiamati a risolvere nell’ interesse dei cittadini, faccia una sorta di «moral suasion» e li convinca a rinviare il pellegrinaggio. Forse non servirà arrivare a tanto: di fronte alle polemiche sulle ferie lunghe, il presidente della Camera Fini sonderà di nuovo i gruppi parlamentari per cercare di convincerli a tornare sui propri passi e a prendersi una settimana di ferie in meno.
 

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