12 Febbraio 2002

Camera di commercio, polemica sul bilancio

il caso



Camera di commercio, polemica sul bilancio


Polemica a distanza tra il Codacons Sicilia, associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori, e il presidente della camera di Commercio di Catania. Nei giorni scorsi è stata data notizia che la Regione aveva sospeso il bilancio di previsione 2002 della camera di Commercio.
«Sono stati in tal modo accolti – è scritto in un comunicato del Codacons Sicilia – i rilievi formulati in sede di discussione dal consigliere rappresentante dei consumatori Francesco Tanasi, vicepresidente nazionale del Codacons. In tal modo la giunta camerale dovrà quindi fornire ampi chiarimenti in merito alle spese per la riscossione, ai costi dei consulenti, alle spese per gli automezzi e ad altre voci che necessitano di verifiche più ampie e di una più approfondita analisi da parte del Collegio dei revisori. Gli stessi chiarimenti erano stati chiesti in sede di dibattito dallo stesso consigliere Francesco Tanasi, ma furono sottovalutati e negati da parte della presidenza. In ragione di quanto evidenziato da parte del Servizio Vigilanza della Regione, che esercita sulla Camera di Commercio un controllo di legittimità, il consigliere Francesco Tanasi ha chiesto le dimissioni del Collegio dei revisori dei conti della Camera di Commercio e la nomina di un commissario ad acta per la definizione delle problematiche connesse alla stesura del bilancio di previsione per il 2002».
Ecco la replica di Stefano Maria Ridolfo, presidente della Camera di Commercio di Catania.
«La notizia inopitamente diffusa sul blocco del bilancio di previsione per l`anno 2002 della Camera di Commercio di Catania ad opera dell`organo di controllo ovvero dell`assessorato regionale Cooperazione necessita di un chiarimento di fondo, al fine di fugare il tentativo di soffiare su un presunto fuoco (che a ben vedere non c`è) condotto da qualcuno non sufficientemente informato. L`assessorato ha attivato la procedura di sospensione prevista dall`art. 5 della Legge regionale n. 29/95 non per sanzionare comportamenti e scelte discutibili o illegittime ma per volere approfondire taluni aspetti che il bilancio presenta attraverso un suppletivo di notizie ovvero chiarimenti che verranno idoneamente forniti dalla Camera. Poiché la legge prevede tempi stabiliti per il pronunciamento assessoriale sulla deliberazione camerale di approvazione del bilancio, allo scopo di non superare detti termini, che comporterebbero in automatico l`approvazione della deliberazione de quo, nell`attesa che giungano i necessari chiarimenti, l`assessorato ha attivato la procedura di sospensione dell`esame dell`atto. Di questo, infatti, semplicemente si tratta e non di ciò che si vorrebbe dare ad intendere parlando, erroneamente, di blocco o bocciatura del bilancio camerale. In quanto poi al merito delle osservazioni avanzate dall`assessorato, si tratta, in verità, di questioni assai risibili sulle quali è stata di già facilmente approntata dagli uffici interni idonea relazione esplicativa, che, nei prossimi giorni, sarà posta all`esame dello stesso organo tutorio».

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