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21 Ottobre 2018

Camera di Commercio «Consiglio da sciogliere»

Alessandro RicuperoSIRACUSA Non esiste uno statuto e quindi la Camera di Commercio della Sicilia Orientale deve essere sciolta. A chiederlo è il Codacons che ha inviato una diffida al ministero dello sviluppo economico e al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. La Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa, di cui fa parte anche una rappresentanza Codacons, «pur essendo stata istituita con formali delibere del 2015 e con organi politico-amministrativo insediati il 4 settembre 2017, ad oggi non dispone di alcuno statuto, in piena violazione della normativa vigente». Secondo il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori c’ è un rischio concreto nella gestione se dovesse continuare l’ attività dell’ Ente camerale. «L’ assenza di statuto, oltre a costituire una violazione di legge – afferma Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons – impedisce il regolare funzionamento dell’ Ente e dei suoi organi, non essendoci una fonte che disciplini in modo dettagliata attribuzioni e competenze, con il rischio che alcuni organi potrebbero invadere e arrogarsi competenze e funzioni proprie di altri, o rimanere inerti e non esercitarle». L’ associazione diffida il Mise e la Regione Siciliana a disporre lo scioglimento del consiglio della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia Orientale ricorrendo «le ipotesi normativamente previste delle gravi e persistenti violazioni di legge e considerata l’ impossibilità di assicurarne il normale funzionamento». Secondo l’ associazione «ai fini di garantire l’ operatività e il funzionamento dell’ ente è essenziale, da parte dell’ organo preposto, l’ adozione di uno statuto che può essere allegato all’ atto costitutivo: lo statuto contiene le norme relative al funzionamento della persona giuridica, anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante dell’ atto costitutivo. La mancata adozione dello Statuto integra una grave e persistente violazione di legge, rappresentando al contempo una circostanza preclusiva del normale funzionamento dell’ ente, tale da legittimare, lo scioglimento del consiglio camerale». L’ associazione invocail provvedimento drastico: «Manca lo statuto dell’ ente»

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