18 Dicembre 2019

CamCom e la decadenza di Agen-massone: il governo nazionale risponde alla Camera dei Deputati

Durante la seduta di Montecitorio del 17 dicembre il Sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde ha risposto all’ interrogazione presentata dal deputato 5Stelle Simona Suriano . La domanda posta, oltre che per il contenuto in sé, comincia ad essere imbarazzante per il fatto che si è ormai confermato, e lo fa anche il governo nazionale oltre che la prefettura di Catania , che l’ autorità competente ad accertare se l’ attuale presidente della Camera di Commercio del Sud Est Pietro Agen sia compatibile con l’ incarico, avendo prestato promessa solenne in violazione della Legge 580/93 oltre che dello stesso statuto della Camera di Commercio, è il governo regionale. Imbarazzante anche alla luce di quanto emerso in ordine al caso dei contributi concessi con particolare spregiudicatezza dalla CamCom del Sud Est ad un’ associazione della stessa famiglia Agen che con quei soldi pubblici ha poi pagato soci del figlio dello stesso Agen. Per non dire delle “interviste” rilasciate da questo personaggio ad un altrettanto personaggio, suo fratello massone, in cui lancia minacce e diffamazioni nei confronti di chiunque non assecondi i suoi assurdi piani di vendite-acquisti di beni pubblici con denari pubblici gestiti in maniera a dir poco sconcertante e persino allusioni a tangenti da tre milioni di euro. Appaiono del tutto ragionevoli le perplessità crescenti sul fatto che un personaggio simile sia a capo di un’ ente pubblico che sta gestendo alcune delle operazioni più delicate ricedenti sul territorio, dalla vendita miliardaria dell’ Aeroporto di Catania all’ acquisto milionario di un centro fieristico privato, con tanto di mutuo a carico della Camera di Commercio che già di suo di debiti ne ha abbastanza. Sia il governo nazionale che la prefettura di Catania, nel rispondere all’ interrogazione parlamentare di Suriano ed alle richieste dell’ associazione nazionale dei consumatori Codacons, hanno ribadito la competenza del governo regionale presieduto da Nello Musumeci a risolvere la grave situazione. Non si riescono a comprendere i motivi di quella che, per il tempo trascorso dalle segnalazioni, comincia ad essere una vera e propria omissione se non addirittura una incomprensibile copertura da parte del governo regionale , anche considerando che è organo di controllo della Camera di Commercio, nel recente passato commissariata per lungo tempo. Difficile capire perché il governo regionale non sia ancora intervenuto ad accertare la corretta gestione dell’ ente pubblico considerato l’ aumento costante dell’ indebitamento, addirittura con il raddoppio del fido di tesoreria, i contributi a pioggia compresi quelli a parenti e addirittura con le “scatole cinesi” tentando persino di nasconderne i documenti violando la corrispondenza destinata al Segretario Generale e la legge, gli sprechi , le ipotesi di ulteriori mutui per spericolati investimenti in cui si hanno, anche qui, interessi personali con società collegate sempre riferibili agli stessi soggetti , l’ aumento delle tasse per le imprese e, in primis, la posizione personale del presidente Agen che, oltre alla dichiarata aderenza alla massoneria, non ha mai pubblicato come prescritto dalla legge la dichiarazione di assenza di cause di inconferibilità prescritta dalla legge e da rinnovarsi ogni anno. Il governo regionale presieduto da Nello Musumeci dovrà proprio chiarire e molto dettagliatamente perché non sta intervenendo.
pierluigi di rosa

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