6 Novembre 2019

Cambio al Tar, in pole il giudice Pasanisi

Con l’ ordinanza a sua firma rilasciò il “pass” all’ approdo in un porto sicuro italiano della nave Open Arms con i migranti a bordo, sbloccando una complicata vicenda di politica internazionale sulla garanzia dei diritti umani e scatenando la reazione dell’ allora ministro dell’ Interno, Matteo Salvini che, nell’ agosto scorso, aveva annunciato la chiusura dei porti. Quel giudice del Tar del Lazio che appose il sigillo e diede il via, pur non volendo, al putiferio politico-giudiziario è Leonardo Pasanisi che, secondo voci di corridoio, sarebbe in procinto di assumere la presidenza del Tar di Salerno, per quello che sarà, pare, uno scambio di incarico con l’ attuale capo dei giudici amministrativi salernitani Francesco Riccio , destinato proprio al tribunale della Capitale. Per Pasanisi – se fosse confermata l’ indiscrezione – sarebbe un ritorno in Campania, avendo prestato servizio alla sede di Napoli. E fu proprio nel ruolo di giudice amministrativo della città partenopea che, cinque anni fa, respinse il ricorso proposto da Alfonso Iaccarino : chef notissimo della Penisola Sorrentina e titolare del ristorante Don Alfonso che si vide bocciare il ricorso su una struttura abusiva presente nella sua tenuta. Di sentenze che hanno avuto – come dire – un forte eco a livello politico si segnala anche quella che stroncò la riforma dell’ allora Governo guidato da Matteo Renzi con la quale si dava il via libera alla direzione dei musei agli stranieri. La sentenza segnò lo stop alle candidatura di figure professionali che arrivavano dall’ estero. La decisione non fu presa bene dall’ ex premier Renzi che, all’ epoca dei fatti, dichiarò «Non abbiamo sbagliato per aver provato a cambiare i musei, ma per non aver provato a cambiare i Tar». Chi lo conosce ed ha lavorato con lui, considera Pasanisi un magistrato molto preparato e per nulla condizionabile. Per le sue sezioni al Tar del Lazio sono passati altri fascicoli spinosi, come quello dello stop al “delisting” delle azioni Parmalat a Piazza Affari o l’ altro, di uguale risonanza, sulla legge che ha introdotto il “bail-in” in Italia e sul salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife. Il Tar, in quel caso, accolse le richieste del Codacons imponendo a Bankitalia di depositare, nel tempo di un mese, una serie di atti e documenti. La decisione che, più di altre, in questi ultimi mesi, ha fatto discutere, è stato l’ accoglimento del ricorso proposto dalla Ong sul divieto di approdo della Open Arms che aveva recuperato migranti in balia delle onde nel mar Mediterraneo. La decisione del collegio dei giudizi amministrativi, presieduto da Pasanisi, segnò la prima vera sconfitta del Decreto Sicurezza-bis voluto con insistenza dal partito del Carroccio, quando – riferendosi alle motivazioni del ricorso della Ong – scrisse: «non appare del tutto sfornito di fondamento giuridico, in relazione al dedotto vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso, nella misura in cui la stessa amministrazione intimata riconosce che il natante soccorso da Open Arms in area Sar libica era in “distress”», cosa che fa apparire «contraddittoria la conseguente valutazione effettuata nel medesimo provvedimento dell’ esistenza della peculiare ipotesi di “passaggio non inoffensivo”». Il giudice Pasanisi potrebbe passare ora alla guida del Tar di Salerno. (m.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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