Cambiate lo statuto o vado in tribunale
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
Cambiate lo statuto o vado in tribunale
Questa Opa non s`ha da fare. Angela Ferro, una dei soci di Unicoop Tirreno (una delle dieci coop più grandi che appoggiano Unipol) ha chiesto alla cooperativa, alla Consob, all`Isvap e alla Banca d`Italia la convocazione di una assemblea dei soci per valutare e approvare eventualmente l`Opa di Unipol su Bnl. “Lo statuto delle cooperative prevede che l`attività debba essere priva di attività speculative e finalizzata solo al consolidamento del movimento cooperativo. Acquisire una banca di affari come la Bnl – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – richiede una modifica dello statuto della cooperativa che può essere approvato soltanto dalla assemblea dei soci tanto più che le cooperative hanno impegnato oltre 900 milioni di euro per l`Opa Unipol privando quindi se stesse della possibilità di perseguire i consueti fini cooperativi. Se il consiglio di amministrazione non convocherà l`assemblea la socia della Unicoop Tirreno si rivolgerà al Tribunale civile con l`assistenza del Codacons“. “Lo statuto della Unicoop – afferma Carlo Rienzi, presidente di Codacons – e in particolare un comma dell`articolo 4, prevede il fine di stimolare il risparmio dei soci attraverso la raccolta di prestiti esclusivamente finalizzati al conseguimento dell`oggetto sociale e anche di acquisire partecipazioni in altre imprese ma sempre e soltanto al fine di consolidare il movimento cooperativo“. “L`acquisizione di una banca di affari come la BNL – continua il presidente di Codacons – non ha nulla a che fare con i fini cooperativi“. Un tale investimento non può, secondo Rienzi, essere approvato dal solo consiglio di amministrazione, perché richiederebbe una modifica dello statuto. Modifica che, a parte i casi di adeguamento alle disposizioni normative, può essere fatta solo dall`assemblea dei soci. Inoltre, secondo il presidente della Codacons, un investimento di una tale portata inciderebbe sull`intero patrimonio delle cooperative, togliendo di fatto alle singole cooperative qualsiasi capacità di azione. “Si tratta di quasi la metà dell`intero patrimonio di Unicop“, afferma Rienzi, che prosegue: “Non mi pare un investimento a tutela dei soci, né un investimento a tutela del cooperativismo“.
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Tags: angela ferro, Banca d’Italia, Unipol
