Cambia il software, Poste in tilt
-
fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – «Chiuso per guasti tecnici» . Cartelli e porte sbarrate da via Cattaneo all’ Arsenale, da Parona a Bussolengo fino a Domegliara. Centralini muti, sportellisti davanti ai terminal a braccia conserte, cittadini itineranti in cerca di un ufficio funzionante. Una vera e propria odissea in atto quella in atto alle Poste, con la piattaforma informatica messa in ginocchio da un cambiamento di software che ha causato un blocco a tutto il sistema nazionale. Già mercoledì era stata una giornata campale, ma ieri con il ritiro delle pensioni e l’ afflusso dopo il riposo per la festa delle Repubblica è stata una mezza apocalisse, con metà uffici in tilt in tutta la provincia e code chilometriche nelle poche sedi funzionanti. Impossibile ottenere spiegazioni ufficiali dalla direzione o dall’ ufficio stampa, irreperibili nel ponte festivo. Neanche una riga sui disagi sul sito di Poste Italiane, dove campeggia una presentazione che suona un po’ beffarda sul «profondo rinnovamento» e «l’ innalzamento della qualità dei servizi» . Ben altra la realtà che esce parlando con gli impiegati degli uffici postali, che allargano le braccia sconsolati: «Da mercoledì non c’ è verso di collegarsi al sistema -spiegano all’ Arsenale -. Il problema è legato al cambiamento del programma informatico. E’ andato tutto in blocco. Non va niente da stamattina, di bollettini neanche parlarne» . In tilt anche il sistema delle raccomandate, a causa del sistema di tracciatura che pure avviene in via telematica e subisce quindi contraccolpi in caso di sistema in blocco. Stracolmi, con file fin fuori sulla strada, i pochi uffici funzionanti, come quello di via Ciro Menotti, che ha fatto da collettore di tutta la zona borgo Trento e Seconda circoscrizione. Una donna a un certo punto ha perso le staffe e si è messa a urlare improperi contro i disguidi: «E’ una vergogna. Queste Poste vendono di tutto, ma non fanno più mezzo servizio per i cittadini» . Gli impiegati hanno tenuto aperto gli sportelli tre quarti d’ ora oltre l’ orario canonico e sono avviliti: «Noi ci prendiamo le parole, ma siamo l’ ultima ruota del carro. Da Roma non ci dicono nulla. Non sappiamo neanche se domani il sistema tornerà a funzionare o no» . I sindacati confermano che i disagi hanno colpito metà uffici: «Hanno funzionato solo quelli che hanno ancora il vecchio software -spiegano dalla segreteria di Cisl Poste -e tra i pagamenti di inizio mese e le pensioni è stato un disastro. In teoria con oggi i problemi dovrebbero concludersi. Domani (oggi, ndr) si dovrebbe tornare alla normalità. Ma è bene usare il condizionale» . Per le associazioni dei consumatori quanto è successo è grave e non può finire a tarallucci e vino. Il Codacons nazionale ha scritto a Poste Italiane per avere chiarimenti su quanto accaduto e invita chi avesse subito particolari disagi a farsi avanti: «Per chi è stato costretto a saltare importanti scadenze o a rinviare comunicazioni urgenti il danno può essere rilevante -dice Stefano Fanini, segretario del Codacons provinciale -. Chi vuole può segnalare i disagi alla nostra sede, reperibile sul sito www. codacons. it» . © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: poste, Poste Italiane, software, Stefano Fanini,, uffici, verona
