In calo la fiducia degli italiani
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fonte:
- Avvenire
Nel trimestre però vola il fatturato dei servizi: +1,6% MILANO Peggiora il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane a maggio, mentre segnali positivi arrivano dal fatturato dei servizi che, nel primo trimestre, segna l’ aumento maggiore mai registrato dall’ Istat in sette anni di serie storiche: +1,6% sul trimestre precedente. Sul fronte della fiducia, per la prima volta dopo nove mesi, a partire dallo scorso agosto, sono in calo entrambi gli indici Istat: quello dei consumatori di due punti (107,4 a 105,4) e quello delle aziende di pochi decimi (da 106,8 a 106,2). Per le famiglie appaiono in contrazione tutte le componenti della fiducia a partire dal clima futuro e, anche se i giudizi sulla situazione economica del Paese rimangono stabili, le aspettative peggiorano e continuano ad aumentare, per il secondo mese consecutivo, le attese sulla disoccupazione. Quanto alle imprese, ci sono andamenti divergenti: la fiducia si riduce nella manifattura e nei servizi, rimane stabile nelle costruzioni e sale nel commercio al dettaglio, ma solo per la grande distribuzione. Il dato «non cambia più di tanto lo scenario congiunturale: il Pil può accelerare nel resto dell’ anno rispetto allo 0,2% visto a inizio 2017. La crescita dovrebbe attestarsi ad almeno 0,3% probabilmente già dal trimestre in corso » sostiene Paolo Mameli, economista della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che in una nota spiega: «Il calo del morale delle famiglie non sorprende più di tanto in quanto il trend è al ribasso un anno e mezzo; la tendenza è coerente con la nostra idea di una spesa per consumi in crescita nel 20172018 ad un ritmo pari a circa la metà di quello visto nel 2015-16». Le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef imputano invece il pessimismo dei consumatori alle «drammatiche condizioni economiche» di molte famiglie. Mentre il Codacons punta il dito contro l’ inflazione «che balza all’ 1,9%» e pesa sulle tasche delle famiglie per 570 euro l’ anno. Da parte delle imprese, Confcommercio vede «una diffusa incertezza». Confesercenti, invece, segnala la crisi dei piccoli negozi dovuta alla «ripresina della spesa delle famiglie di molto inferiore alle aspettative, ma anche la liberalizzazione totale dei giorni di apertura». Se il calo della fiducia scalda così gli animi, dal fatturato servizi arriva una sorpresa positiva. Si tratta di statistiche che, lo scorso anno, avevano portato anche a una mini-revisione al rialzo della stime sulla crescita del Pil nel secondo trimestre. L’ Istat, relativamente ai dati del primo trimestre, parla di una crescita dei ricavi «oltre che consistente, anche diffusa » con variazioni congiunturali positive in particolare per le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (+4,3%), per il trasporto e il magazzinaggio (+2,1%) e il commercio all’ ingrosso, il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli (+1,7%). E anche su base annua c’ è un incremento record del 4,5%. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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