13 Gennaio 2013

Calo del 15%, i saldi procedono a rilento

Calo del 15%, i saldi procedono a rilento

        

MARCO BRACCETTI Passata una settimana dal loro inizio ufficiale, i saldi ancora stentano a decollare. “Oggi come oggi queste svendite non hanno più sui clienti quell’ effetto calamita che avevano fino a qualche anno fa. Mi riferisco a quando, soprattutto durante i primi giorni, si vedevano davvero le file davanti ai negozi”. Parole di Bruno Tommaso Traini, presidente provinciale di Confesercenti, che spiega il perché di questo cambio di marcia: “Un po’ è colpa della crisi, non c’ è dubbio, ma tra le cause di questa situazione ci vanno messe anche le promozioni ed i prezzi ribassati applicati da quasi tutti i negozi anche prima dell’ inizio ufficiale dei saldi”. Insomma, anche se da alcune vetrine del centro spiccano ribassi clamorosi, che arrivano a toccare il 70%, la clientela non risponde più come dovrebbe. Un trend certificato dai numeri sfornati da diverse associazioni di categoria. Il Codacons – l’ as – Saldi col freno tirato in Riviera sociazione in difesa dei consu matori -durante i primi giorni di saldi ha stimato un calo del 10% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Un dato nazionale che non si discosta molto rispetto alla realtà sambenedettese. Le svendite termineranno il 1 marzo ed il bilancio conclusivo del giro d’ affari potrebbe essere ancor più negativo. Le prime proiezioni, infatti, parlano di un meno 15%. Dato piuttosto grave se si pensa che già nel 2012 il calo era stato del 30% rispetto al 2011. Come invertire la tendenza? Oltre a sperare in una rapida e positiva risoluzione della crisi, gli addetti ai lavori chiedono anche altro: “Va rivista la normativa che regola le vendite in saldo, attualmente di fatto depotenziate” sottolinea ancora Traini, tornando a puntare il dito contro le promozioni messe in campo da singoli commercianti prima del canonico periodo delle liquidazioni. In breve: o si liberalizzano totalmente oppure si mettono paletti più rigidi. E va detto che verso la prima ipotesi propendono diversi esercenti rivieraschi. Così cadrebbe un altro muro dopo quello dei limiti di apertura e chiusura, già sbriciolatosi tempo fa. Una deregulation non priva di polemiche: si pensi al fronte compatto che ancora lotta contro le aperture domenicali. Tornando alla strutturazione dei saldi, anche l’ amministrazione comunale percepisce la necessità di modifiche ed ha chiamato già in causa la Regione: ente a cui spetta legiferare sulla materia. Non a caso, già prima di Natale, l’ assessore alle attività produttive Fabio Urbinati si era rivolto verso Palazzo Raffaello affermando: “Vanno apportati dei cambiamenti, perché l’ attuale sistema dei saldi è vecchio di decenni e non tiene conto che ultimamente le abitudini di consumo sono mutate”.
       

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