9 Novembre 2010

Califano malato e povero chiede la legge Bacchelli

I 10 mila euro al semestre che percepisce dalla Siae come diritti d’autore,  non gli bastano per arrivare a fine mese. Per cui vuole il sussidio previsto per gli artisti. Ma il legale: "E’ solo depresso"

Roma, 8 novembre 2010 – Franco Califano, 72 anni,  malato per una rottura di 3 vertebre e ora impossibilitato a fare show in giro per l’Italia, ha chiesto aiuto allo Stato invocando il sussidio previsto dalla legge Bacchelli.

I circa 10 mila euro al semestre che percepisce dalla Siae come diritti d’autore, spiega al Corriere della Sera, non gli bastano: "Vivo in affitto e non sono piu’ autosufficiente". "Non me ne vergogno – dice il Califfo a Mario Luzzatto Fegiz – il 15 luglio di quest’anno sono caduto per le scale e mi sono rotto tre vertebre. L’incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, le serate. E mi ha messo in ginocchio’’.

Autore affermato, padre di molti indimenticabili successi – come ‘Minuetto’, ‘Tutto il resto e’ noia’ ‘La Musica e’ finita’- ma anche protagonista di una vita spericolata e piena di eccessi, Califano sostiene di non riuscire a vivere con i diritti d’autore che pure percepisce regolarmente: ‘’Non so bene come funzioni la Siae, so soltanto che prendo circa 10 mila euro a semestre che non aumentano ne’ diminuiscono mai.- racconta- Non ce la faccio, oltretutto vivo in affitto. E in questo momento non sono piu’ autosufficiente con tutto quello che la cosa comporta’’.

Ma c’è già chi è pronto per aiutarlo: "Chiedo al ministro Bondi di proporre la concessione del vitalizio a Feanco Califano: si tratta di un artista straordinario , una sorta di poeta di borgata, autore di capolavori". Lo afferma il senatore Antonio Gentile, del Pdl. "Mi auguro anche che le case discografiche possano promuovere raccolte dei suoi successi cantati da tutte le grandi star della musica italiana – aggiunge Gentile – per aiutarlo concretamente. Sul piano strettamente artistico Califano è stato ed è un grande autore – conclude l’esponente del Pdl – e spero che il ministro Bobdi accolga la proposta".

 

 PENSIONATI – "Nessun vitalizio per Franco Califano". Lo sostiene il segretario nazionale del Partito dei Pensionati Carlo Fatuzzo che esprime "la propria contrarietà pur riconoscendone i meriti artistici e il lustro che ha portato al nostro Paese". "La contrarietà – ha precisato Fatuzzo – è legata alla considerazione che un uomo come Califano, con una vita artistica intensa e con i relativi guadagni, se è in affitto e se si considera povero, c’è da ritenere che questa situazione da lui evidenziata, molto probabilmente, è la conseguenza delle sue, pur rispettabili, scelte di vita. Certamente – aggiunge – Califano non è più povero di milioni di pensionati che hanno lavorato in condizioni pesantissime e dure per decenni e che oggi hanno pensioni molto al di sotto dei mille euro al mese".

"L’artista dichiara di ricevere circa 20 mila euro l’anno, quindi 1.600 euro al mese, di diritti d’autore e avendo 72 anni e tanti decenni di carriera, con i relativi contributi versati, c’è da ritenere che goda anche di una pensione o che, se così non è, potrebbe chiederla". "L’applicazione della legge Bacchelli – conclude Fatuzzo – dovrebbe essere un intervento a sostegno ad uomini illustri della cultura italiana, in casi estremi e la situazione di Califano non è certamente più problematica di tantissimi altri artisti o cittadini del nostro Paese".

CODACONS –  Della stessa linea di Fatuzzo anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che sul suo blog spiega le ragioni per cui contesta fortemente l’idea di assegnare il sussidio previsto dalla Legge Bacchelli al cantante romano. "Innanzitutto non mi sembra che il cantante abbia avuto nel corso della sua esistenza uno stile di vita esemplare, tale da riconoscergli una sorta di premio quale è appunto il sussidio in questione. Ma sorvolando su questo aspetto, c’è da dire che nel corso della sua carriera Califano di soldi ne ha guadagnati e anche parecchi. Se poi di tale denaro ha fatto un uso poco accorto, al punto che oggi – come lui stesso dichiara – non dispone di una casa di proprietà e vive in affitto, ciò è da attribuire unicamente alle sue scelte" E sul denaro che il cantante percepisce dalla Siae, Rienzi commenta: "Se pensiamo che in Italia il 71,9% delle pensioni non supera i 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) e che quasi un pensionato su due (45,9%) vive addirittura con meno di 500 euro al mese (meno di 6.000 euro annui), direi che il Sig. Califano non se la passa certo male". Per quanto riguarda il fermo dell’artista causato da un’incidente, il presidente Codacons sottolinea che "si tratta tuttavia di una difficoltà solo momentanea, che non impedirà all’artista di esibirsi in pubblico nei prossimi mesi, e quindi di tornare ad ottenere compensi legati ai suoi seguitissimi concerti. Tutto ciò considerato, assegnare il vitalizio a Califano vorrebbe dire prendere a schiaffi la gente che davvero versa in condizioni di reale povertà, e che dopo una vita di duro lavoro avrebbe diritto a sussidi da parte dello Stato".

IL LEGALE – ”Franco Califano non è attualmente in uno stato di difficoltà economiche tali da rientrare nella legge Bacchelli. E’ a casa da tre mesi per via di un incidente ed è come un leone in gabbia. E’ solo depresso. Sta facendo riabilitazione e attorno a Natale riprenderà a lavorare. Le sue esternazioni solo quelle di una persona preoccupata per il suo futuro, ma chi non lo è di questi tempi?”. Ad affermarlo è il legale del cantante, l’avvocato Marco Mastracci, che interviene con queste precisazioni sulle ultime dichiarazioni rilasciate da Califano. L’avvocato sottolinea anche anche l’agente di Califano, Roberto Gregori, è sulle sue posizioni: ”E’ inutile che chiamiate Gregori – avverte il legale – perché la pensa come me. Certo se non dovesse più cantare potrebbe avere qualche problema. Ma lo scorso anno Califano ha fatto ben 50 serate e pubblicità. Ora, non lavorando da tre mesi, ne risente anche economicamente. Ma è questione di poco e tornerà a guadagnare. Ne sono certo”.

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