9 Novembre 2010

Califano chiede la Bacchelli

Povero e malato. Poco a che vedere con l’ immagine che si ha di Franco Califano, viveur e sciupafemmine, amante delle auto sportive e delle moto di grande cilindrata. Uno dei volti più amati della musica romana e non solo. Il Califfo lancia un appello: «Tra due anni, non ora, quando non potrò più cantare, fare le serate nei locali che oggi mi consentono ancora di vivere dignitosamente, avrò bisogno di una pensione». Chiede, il 72enne cantautore, di accedere alla legge Bacchelli (legge 440 dell’ 8 agosto 1985) che prevede un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’ arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza. Oggi Califano, come spiega lui stesso in un’ intervista al «Corriere della sera», è anche malato: «Ho avuto un incidente, ho sei costole fratturate e cammino solo con il bastone». Tuttavia, ci tiene a precisare, «non è che sto in mezzo a una strada: sono preoccupato per quello che potrebbe accadere in futuro. Voglio soltanto fare una vecchiaia serena». Non si nasconde, Franco Califano, e ammette gli errori del passato. A cominciare dal suo rapporto con le donne. «Forse non ne ho voluta nessuna accanto a me», spiega con una risata più amara che ironica, «ma non rimpiango di non avere avuto figli: troppa responsabilità». Un rimpianto che Califano sente profondamente dentro di sé, è quello di «avere speso troppo in vita mia. Ho sperperato miliardi. Non ho una casa di mia proprietà, non ho nemmeno un box. Non ci ho mai pensato perché quando si è giovani, belli e si ha tutto a portata di mano, non si pensa mai al domani». Oggi però è diverso. La vita di Franco Califano è cambiata. Non per sua volontà: «Mi sono ritrovato solo. Qualcuno l’ ho abbandonato io, ma si tratta di amici che mi avevano tradito». Non resta allora che chiedere allo Stato, «non per me. Non solo per me, ma per tutti gli artisti in difficoltà». E finché non arriverà una risposta sarà condannato a fare serate: «Le devo fare per forza, per andare avanti…». Ma l’ appello di Califano scatena un vespazio di polemiche, con il Codacons che boccia la richiesta. «Non sono affatto d’ accordo nell’ assegnare tale vitalizio a Franco Califano, e per diversi motivi». Così il presidente del presidente del Codacons, che spiega i motivi per cui il cantante non avrebbe diritto a tale vitalizio. «Califano afferma di percepire ogni semestre dalla Siae circa 10mila euro di diritti d’ autore -scrive Rienzi- ossia 20mila euro su base annua. Se pensiamo che in Italia il 71,9% delle pensioni non supera i 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) e che quasi un pensionato su due (45,9%) vive addirittura con meno di 500 euro al mese (meno di 6.000 euro annui), direi che il signor Califano non se la passa certo male».
 

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