15 Dicembre 2020

CALENDARIO CODACONS: TANTE CRITICHE MA ANCHE TANTISSIMI CONSENSI

 

VITTORIO SGARBI INTERVIENE PER COMMENTARE L’OPERA D’ARTE DELLA FOTOGRAFA LUXARDO

FOTO SONO “GRANDE LEZIONE DI ACCADEMIA DEL NUDO” E NON HANNO NULLA DI EROTICO

CHI CONFONDE SESSO CON CORPO FEMMINILE HA DEPRAVAZIONE NEGLI OCCHI E OFFENDE LE DONNE

Dopo centinaia di critiche e consensi che hanno fatto raggiungere lo scopo che Codacons perseguiva – dibattere su immagine della donna e violenza sessista sul calendario 2021 “Italienza” realizzato per il Codacons dalla fotografa Tiziana Luxardo – oggi l’autorevole commento del critico d’arte Vittorio Sgarbi che, nel corso di un intervento in streaming, ha promosso l’opera e i 12 scatti artistici del calendario, definendoli una “grande lezione di accademia del nudo”.
“Bellissime ragazze su uno sfondo nero che indica una tradizione fotografica che ha forse il più famoso rappresentante in Helmut Newton, con i corpi femminili nudi senza che siano pornografici – ha affermato Sgarbi commentando il calendario – Ma la realtà talvolta è meglio della pittura, e il fondo nero rende plastico il corpo, cioè lo scolpisce, è una idea che ha avuto anche Newton, ma che viene prima di lui proprio da Luxardo e dai grandi fotografi degli anni ‘40 e ’50”.
Riferendosi poi ai 12 scatti del calendario Codacons, Sgarbi aggiunge.
“il loro corpo non indica nulla di pornografico o di erotico, ma indica la presenza della forma femminile che viene plasmata dentro il fondo nero. E anche quelle che si mettono in posa più erotica in realtà evidenziano il corpo come una grande lezione di accademia del nudo, come se fossimo in una accademia dei tempi di Canova, dove i corpi parlano con una forza che è quella della forma, e Tiziana Luxardo è stata capace di mantenere senza modernare troppo, perché non si può modernare il corpo femminile. Riuscire ad essere attuali senza fare interventi che diventino poi volontà di essere nuovi per forza, è la forza della tradizione”.
Per concludere il suo intervento Sgarbi definisce le ragazze ritratte del calendario Codacons “né belle né provocanti, ma sono forme pure contro il fondo nero che evidenzia il loro corpo”.
Chi in questi giorni (vedi Carlo Calenda) sta protestando contro le foto artistiche protagoniste del calendario Codacons, dimostra non solo una immensa ignoranza, ma una depravazione di fondo che porta costoro a considerare l’immagine femminile come qualcosa di pornografico, sessuale e scabroso: una visione obsoleta e anacronistica dell’immagine femminile che offende tutte le donne italiane – conclude il Codacons. E fa specie che un giornale serio come Repubblica dica fesserie confondendo l’invito agli iscritti a votare la più bella FOTOGRAFIA artistica con un concorso di miss. Il giornalismo è proprio caduto in basso …
Di seguito il link dell’intervento di Vittorio Sgarbi:

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