17 Maggio 2021

Calenda: “Manderò Cv a tutti i romani”. Codacons: “Mostri anche i fallimenti”

“Se i cittadini vogliono un sindaco indipendente che faccia il sindaco mi voteranno. Io manderò un mio curriculum a tutti i romani. Proverò così, se non va bene si terranno il M5s, il Pd o la destra, che non sono la stessa cosa però. Almeno per me”. Così il leader di Azione e candidato sindaco di Roma Carlo Calenda a Tagadà su La7. Con Roberto Gualtieri, “credo che la differenza stia nella gestione dell’amministrazione. A me ha sempre appassionato come far funzionare le cose”, mentre “penso che non sia proprio la sua cosa…”, ha affermato rimarcando, al contempo, le altre competenze dell’ex ministro dell’Economia.

In merito alla richiesta di fare un passo indietro sulla corsa al Campidoglio per sostenere Gualtieri e dare un segnale di unità del centrosinistra, Calenda risponde: “Io sono da 8 mesi in campo, non funziona così”. “Io devo arrivare ad avere una maggioranza per cambiare le cose”, ha aggiunto sottolineando che “con molti della classe dirigente del Pd, come del M5s e della destra non cambia nulla”, ha aggiunto. Calenda punta a passare il primo turno e alla domanda su quale sia la percentuale di voti sotto la quale avvertirebbe il fallimento dell’impresa, ribatte: “Il ballottaggio”. In ogni caso “io con Raggi un accordo non lo faccio”, conclude.

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) si è detto pronto a denunciare Carlo Calenda se invierà ai cittadini romani un curriculum ingannevole, fuorviante e privo di indicazioni circa i fallimenti registrati dal leader di Azione come Ministro e come manager. Lo afferma il Codacons, dopo l’iniziativa annunciata da Calenda circa l’invio del suo cv ai cittadini.

“Vigileremo con la massima attenzione su eventuali documenti che il candidato sindaco manderà ai romani, consapevoli che i cittadini hanno diritto alla massima trasparenza per effettuare scelte elettorali consapevoli – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il curriculum di Carlo Calenda dovrà contenere tutti i fallimenti registrati dallo stesso come Ministro dello sviluppo economico e come manager. Solo per fare qualche esempio, la sua disastrosa gestione dell’Interporto di Nola e le enormi perdite subite dalla società, i suoi clamorosi fallimenti come Ministro sui dossier Almaviva, Fincantieri, Alitalia, Ilva, IIA, Mercatone Uno, Blutec, K-Flex, i 162 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo Economico e abbandonati da Calenda, i 180mila lavoratori lasciati a se stessi, ecc. Se Carlo Calenda ometterà tali informazioni, provvederemo noi ad inviarle ai romani, e lo denunceremo per pubblicità ingannevole” conclude il Codacons.

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