20 Ottobre 2020

CALENDA: “DA SINDACO DAREI PIU’ AUTONOMIA AI MUNICIPI”. MA CODACONS LO BOCCIA: DIMOSTRA DI NON CONOSCERE ROMA

     

    CALENDA PARTE COL PIEDE SBAGLIATO. PROPRIO AUTONOMIA MUNICIPI HA PORTATO A DEGRADO E ILLECITI SU CUI INDAGA MAGISTRATURA

    Carlo Calenda parte col piede sbagliato, e dimostra di non conoscere Roma e di non avere alcun progetto per migliorare la città. Lo afferma il Codacons, commentando l’intervista rilasciata dal leader di Azione a La Stampa.
    Come prima attività di un suo eventuale mandato Calenda afferma di voler dare più autonomia ai Municipi – spiega il Codacons – Peccato che il leader di Azione non sappia che proprio l’autonomia dei Municipi ha determinato in questi anni ingenti danni alla capitale, incrementando il degrado e dando vita ad illeciti – come quello circa l’uso dei proventi delle multe stradali – su cui indaga la magistratura romana proprio a seguito di esposto Codacons.
    Calenda poi afferma di voler far entrare in una eventuale giunta Federica Angeli per la sua battaglia sulla legalità, ma non dice che tra i finanziatori del suo partito (Azione) vi sono numerosi soggetti finiti sotto indagine della magistratura per gravi vicende di illegalità e reati contro la P.A.
    Quanto alle sue vecchie dichiarazioni in cui affermava “sarei un cialtrone se mi candidassi a Roma”, Carlo Calenda dimostra di essere il tipico esempio di politico “voltagabbana”, capace di smentire e contraddire anche se stesso, una reminiscenza della prima Repubblica di cui i romani farebbero volentieri a meno.
    L’associazione intanto ha pubblicato sul proprio sito un sondaggio dove i cittadini possono esprimere la propria opinione circa le candidature di Calenda, Raggi e Sgarbi alla carica di sindaco di Roma.

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