11 Giugno 2010

CALDO: WEEKEND CON TEMPERATURE FINO 40 GRADI

    L’ORDINANZA  FAZIO E’ UN FALLIMENTO IL CODACONS LANCIA L’ALLARME ANZIANI E CHIEDE MISURE VERE

    Domani in alcune zone dell’Italia, come nelle Marche, le temperature potranno salire fino a 40 gradi. L’anticiclone africano sta, infatti, portando aria molto calda sul territorio.
    Siccome le prime ondate di calore sono quelle che determinano un  maggiore  impatto  sulla  mortalità,  non essendosi l’organismo ancora adattato al clima estivo, il Codacons lancia l’allarme anziani e denuncia come l’ordinanza del 19 maggio 2010 del ministro della Salute Fazio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1 giugno, sia un totale fallimento. L’associazione di consumatori lo può sostenere, nonostante sia entrata in vigore da appena 10 giorni, per la semplice ragione che è identica a quelle precedenti, ad esempio ordinanza Turco dell’8 maggio 2007, tutte ordinanze che hanno già fallito i loro obiettivi.
    Ecco i punti dolenti dell’ordinanza:
    • Anagrafi  della fragilità: dovrebbero essere fatte dalle amministrazioni comunali, peccato che un comune su due non le abbia fatte e non ci siano sanzioni per chi non adempie.
    • Anagrafi  della fragilità: si tratta di uno sterile e matematico elenco della popolazione di età pari o superiore ad anni sessantacinque, un elenco generico e spropositato che non serve a nulla. Molto meglio se gli elenchi fossero fatti dai medici di base, limitandosi agli anziani effettivamente a rischio, ad esempio a seconda delle loro patologie.
    • Si parla della necessità di avere validi sistemi di  sorveglianza epidemiologica, peccato che nessuno sia nemmeno incaricato di conteggiare quanti anziani muoiono ogni anno per il caldo (ricordiamo che l’unica volta in cui si procedette ad un conteggio, nel 2003, l’Istituto Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti)
    • Le aziende unità sanitarie locali, dovrebbero intraprendere, “in collaborazione con la Protezione civile ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e a monitorare danni gravi ed irreversibili a causa delle  anomale  condizioni  climatiche” una espressione generica, insignificante, che consente alle Asl di fare quello che vogliono, OSSIA NULLA!!!!!
    • Le  amministrazioni  comunali dovrebbero intervenire  “attraverso  servizi  di  assistenza  economica  o  domiciliare,  di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto”. Traduzione: se i comuni hanno già in funzione dei servizi efficienti di assistenza domiciliare li indirizzano verso questi anziani, altrimenti, se, come nella stragrande maggioranza dei casi, non li hanno, non fanno nulla!!!
    Ecco i punti dolenti rispetto a quanto NON scritto nell’ordinanza:
    • Quando si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone più fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) nessuno è obbligato a fare niente (ad esempio nessuno è tenuto ad andare a visitare gli anziani più a rischio).
    • Nessun coinvolgimento a nessun titolo dei medici di famiglia, che nell’ordinanza non sono nemmeno citati.
     

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