9 Giugno 2010

Caldo record per la bolla africana, allarme per la salute

Caldo record per la bolla africana, allarme per la salute
 

 
Gran caldo già da oggi. Poi da domani il solleone si farà sentire, con un anticipo d’estate. "Colpa" della bolla africana, che farà esplodere le temperature. Secondo le previsioni del servizio meteorologico dell’Aeronautica militare, infatti, un’ondata di calore tipicamente estivo colpirà molte città italiane, da nord a sud. A metà giornata di domani (ore 12) a Roma la temperatura percepita sarà di 36 gradi, 34 gradi a Firenze, 35 a Bologna, 33 a Pescara, 34 a Napoli e Bari, 30 a Potenza, 29 a Cagliari, 33 a Reggio Calabria, addirittura 38 a Palermo. Caldo anche al nord: 31 gradi a Genova, 33 a Milano, 30 a Venezia, 34 a Udine, 32 Trento. Si ‘salva’ solo Torino, interessata da una perturbazione, con 24 gradi. Moderati i venti.
ALLERTA MEDICI – I medici di famiglia devono essere avvisati del pericolo ‘caldò per gli anziani, e devono andarli a trovare, anche se non chiamati e dare loro consigli su come affrontare le ondate di calore. È quanto suggerisce il Codacons, in vista della prima bolla di calore che dovrebbe registrarsi in Italia nei prossimi giorni, anche perchè ricorda che «i primi caldi sono i più rischiosi, non essendosi l’organismo ancora adattato al clima estivo".
L’associazione di consumatori rivolge un appello al ministro della Salute Fazio perchè riveda il Piano operativo nazionale per la prevenzione dei rischi per la salute da ondate di calore che "negli anni scorsi si è rivelato un fallimento. Non solo perchè meno del 50% dei comuni italiani ha provveduto a compilare l’Anagrafe della fragilità, ma perchè il Piano non obbliga nessuno a fare niente. Non basta, infatti, come attualmente previsto, un generico allarme caldo".
Il Codacons, "fin dal 20 agosto 2003, ossia fin da quando con un comunicato per primo denunciò la strage di anziani in corso (ricordiamo che l’indagine poi condotta dall’Istituto Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti), chiede una procedura ben definita in base alla quale, nel momento il cui si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone più fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) i medici di famiglia siano obbligati ad andare a visitare gli anziani a rischio da loro stessi inseriti nell’Anagrafe della fragilità".
 

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