27 Giugno 2008

Caldo killer, due vittime e decine di ricoveri

Caldo killer, due vittime e decine di ricoveri

A Mestre muore un manifestante al campo Sinti, un pensionato deceduto in casa nella pedemontana trevigiana



Il caldo torrido di questi giorni con temperature record in molte città venete, ha mietuto le prime vittime. Due anziani sono morti a Mestre e Treviso, molti agino serena, ltri sono dovuti ricorrere alle cure dei medici. Altissimo il numero di malesseri accusati soprattutto dai soggetti più a rischio, ossia anziani, malati e bambini. I consigli sono quelli di bere almeno due litri di acqua al giorno ed evitare di uscire di casa durante le ore più calde.
A Mestre la vittima è un volontario del Comitato di cittadini contro la costruzione del nuovo villaggio sinti. La tragedia, si è consumata proprio davanti al gazebo diventato il simbolo della protesta contro il Comune di Venezia: erano circa le 16 di mercoledì, quando Gino Serena, 77 anni, residente a poca distanza in via Vallenari, ha salutato la moglie: «Esco a controllare la situazione». Lui era uno dei più attivi al presidio installato davanti a uno degli accessi all`area. C`era stato anche al mattino e aveva dato appuntamento agli altri attivisti per il pomeriggio.

Era invalido da oltre trent`anni (per un incidente stradale gli fu amputata una gamba e si muoveva su una carrozzina elettrica). Il pensionato si è sentito male appena arrivato al tendone: «Ha cominciato a tremare e non è stato in grado di bere. E riuscito solo a dire che aveva il pacemaker e si è accasciato. E stato terribile». Il decesso è avvenuto durante il trasporto in ospedale e potrebbe però non essere imputabile esclusivamente al caldo.

«Era cardiopatico – precisano al Pronto soccorso dell`ospedale di Mestre – e certo la temperatura torrida e l`afa hanno contribuito ad aggravare un quadro clinico già compromesso».

Insomma il caldo ancora una volta si è dimostrato un killer per soggetti a rischio come gli anziani. Altra vittima a Treviso: ieri mattina Francesco Secco, 72enne pensionato di Borso del Grappa, nella Pedemontana, si è sentito male mentre era in casa. Per l`anziano non c`è stato nulla da fare: ad ucciderlo il caldo che ha messo in ginocchio in particolare la Marca dove ieri la colonnina di mercurio ha toccato i 33 gradi, uno in meno rispetto a mercoledì.

Al Pronto soccorso di Treviso sono arrivati questa settimana centinaia di pazienti legati in qualche modo alla calura, ma quello di Borso è il primo decesso riconducibile certamente al clima. Un altro caso, fortunatamente non mortale, si è verificato nel capoluogo: un cardiopatico si è accasciato a terra mentre era in bicicletta. Il mix di temperature elevate, alto tasso di umidità e inquinamento non sembra lasciare scampo a questa parte del Veneto che attende l`arrivo di perturbazioni. La Marca dovrà però tenere duro almeno fino a lunedì.

Allarme caldo anche a Padova dove disidratazione, sventimenti e malesseri generalizzati hanno colpito una decina di ultra 65enni che hanno fatto ricorso alle cure ospedaliere, mentre l`Usl 16 padovana ha lanciato un appello a chi conosce anziani in difficoltà o con disagi: «Devono essere segnalati al distretto socio-sanitario di competenza, per facilitarne la presa in carico». Ed è alta l`attenzione della rete a tutela della salute d`estate, un sistema capillare di controllo che collega l`Arpav, il Centro meteo di Teolo, i poli di pronto soccorso e la fitta rete dei medici di base e dei pediatri, pronti ad allertarsi.

Da una parte un più preciso monitoraggio dell`ozono (già scattato l`allarme rosso in zona Arcella) dall`altra una maggiore attenzione per gli anziani, i bambini sotto i quattro anni, i diabetici, gli ipertesi, i non autosufficienti, quanti soffrono di malattie venose, renali o sono sottoposti a trattamenti farmacologici.

Il “fronte afa“ comporta anche un aumento delle spese per le famiglie: ci si deve preparare a bollette più care di circa 75 euro per l`uso dei condizionatori nell`arco dei tre mesi estivi. A calcolarlo è il Codacons, secondo il quale le ricadute più pesanti saranno per gli anziani a basso reddito, che in Veneto potrebbero complessivamente spendere in totale 18 milioni di euro in più. «La stima – spiega Franco Conte, presidente veneto del Codacons – è presto fatta: circa un terzo della popolazione, vale a dire un milione e 200 mila veneti, ha un condizionatore in casa. Fra questi gli over-65 sono circa 400 mila». Visto che il 60\% degli anziani vive con una pensione minima da 5-600 euro «va moltiplicato il numero, 240 mila per 75: totale, 18 milioni di euro». Quanto ai costi dei condizionatori nuovi, sono saliti del 5\%, informa il Codacons, cioè meno di altri beni di consumo ma sicuramente troppo se si considera che dovrebbero beneficiare del calo dei prezzi dell`hi-tech. Un costo che, secondo Conte, ancora una volta ricade appunto sugli anziani e i redditi più bassi.


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