6 Agosto 2013

Caldo, domani bollino rosso a Catania

Caldo, domani bollino rosso a Catania

Le previsioni meteo
annunciano ondate di afa rovente in sedici città italiane. Il Codacons
lancia l’ allarme anziani e chiede un coinvolgimento dei medici di base:
“I vecchi e arcinoti opuscoli non servono più”

CATANIA – La morsa dell’ afa non molla la presa, anzi. Le prossime ore si annunciano roventi. Domani saranno ben 16 le città contrassegnate dal bollino rosso, quello che indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive (e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche). Si tratta di Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Rieti, Roma, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. A comunicarlo è l’ ultimo aggiornamento del bollettino del ministero della Salute sulle ondate di calore. Nel dettaglio, il Sistema nazionale di previsione allarme prevede per domani, oltre alle 16 citta con bollino rosso, anche 9 città (Bari, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Milano, Pescara, Reggio Calabria) con bollino giallo, un livello di pre-allerta che indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ ondata di calore. Il Codacons chiede di estendere il sistema di previsione e allarme per far fronte alle ondate di calore a tutti i capoluoghi di provincia. L’ associazione dei consumatori lancia l’ allarme anziani, i soggetti più in pericolo, specie se abbandonati a se stessi, e chiede un maggior coinvolgimento dei medici di base. “Il vero problema – sottolinea in una nota – è che non basta attivare il solito numero gratuito nazionale 1.500, comunicare le previsioni del tempo o riciclare i vecchi ed arcinoti opuscoli sul caldo”. Inoltre, ad avviso del Codacons, “le Anagrafi della suscettibilità, che dovrebbe censire le persone più sensibili all’ aumento delle temperature, andrebbero fatte in tutti i comuni e, per non essere un elenco troppo generico e vasto, con un maggior coinvolgimento dei medici di base”. Per l’ associazione i medici di famiglia, in caso di bollino rosso con allerta al massimo livello dovrebbero “andare a visitare i loro pazienti più a rischio, anche se non chiamati. Altrimenti, come sempre, vi sarà lo scavalcamento della prima linea del Servizio sanitario nazionale, quella appunto dei medici di base che, teoricamente, dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. La conseguenza sarà un boom di accessi al pronto soccorso e ore di attese estenuanti”.

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