8 Luglio 2011

CALDO: DA DOMANI ARIA AFRICANA SULL’ITALIA, PICCHI DI 40 GRADI

    IL CODACONS LANCIA L’ALLARME ANZIANI E CHIEDE MISURE VERE

    L’ORDINANZA  FAZIO E’ UN FALLIMENTO: NON COINVOLGE I MEDICI DI FAMIGLIA

    E’ attesa per domani una prima ondata di calore, con possibili disagi per gli anziani. I venti africani caleranno sull’Italia, innalzando le temperature fino a quasi 40 gradi.
    Siccome le prime ondate di calore sono quelle che determinano un  maggiore  impatto  sulla  mortalità,  non essendosi l’organismo ancora adattato al clima estivo, il Codacons lancia l’allarme anziani e denuncia come l’ordinanza del 14 aprile 2011 del ministro della Salute Fazio sia un fallimento. L’associazione di consumatori lo può sostenere, nonostante il caldo non sia ancora sostanzialmente arrivato, per la semplice ragione che è identica a quella dello scorso anno, che a sua volta era identica a quelle precedenti, tutte ordinanze che hanno già fallito i loro obiettivi. Ecco i punti dolenti dell’ordinanza:
    • Anagrafi  della fragilità: a parte il fatto che molte amministrazioni comunali non le hanno ancora fatte, si tratta di uno sterile e matematico elenco della popolazione di età pari o superiore ad anni sessantacinque, un elenco generico e spropositato che non serve a nulla. Gli elenchi dovrebbero essere fatti dai medici di base, limitandosi agli anziani effettivamente a rischio, ad esempio a seconda delle loro patologie.
    • Si parla della necessità "di valutare continuamente gli effetti delle ondate di calore sulla salute delle persone più a rischio" e di attivare "validi sistemi di  sorveglianza epidemiologica", peccato che nessuno sia nemmeno incaricato di conteggiare quanti anziani muoiono ogni anno per il caldo (ricordiamo che l’unica volta in cui si procedette ad un conteggio, nel 2003, l’Istituto Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti).
    • Le aziende unità sanitarie locali, dovrebbero intraprendere, “in collaborazione con la Protezione civile ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e a monitorare danni gravi ed irreversibili a causa delle  anomale  condizioni  climatiche” una espressione generica, insignificante, che consente alle Asl di fare quello che vogliono, OSSIA NULLA!!!!!
    • Le  amministrazioni  comunali è previsto che provvedano “anche attraverso  servizi  di  assistenza  economica  o  domiciliare,  di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto”. Traduzione: dato che non ci sono obblighi, se i comuni hanno già in funzione dei servizi efficienti di assistenza domiciliare li indirizzano verso questi anziani, altrimenti, se, come nella stragrande maggioranza dei casi, non li hanno, non fanno nulla!!!
    Ecco i punti dolenti rispetto a quanto NON scritto nell’ordinanza:
    • Quando si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone più fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione)  nessuno è obbligato a fare niente (ad esempio nessuno è tenuto ad andare a visitare gli anziani più a rischio).
    • Nessun obbligo da parte dei Comuni e delle Asl di avvisare i medici di famiglia del passaggio dal livello 2 al livello 3
    • Nessun coinvolgimento a nessun titolo dei medici di base, che nell’ordinanza non sono nemmeno citati.

    Ecco come dovrebbero essere coinvolti i medici di famiglia:
    • Far preparare loro le liste dei pazienti a rischio.
    • In caso di passaggio al livello 3, visitare i pazienti più a rischio, anche se non chiamati.
    • Non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino
    • In caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio

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