8 Luglio 2011

CALDO: CODACONS, ORDINANZA FAZIO NON COINVOLGE MEDICI FAMIGLIA

CALDO: CODACONS, ORDINANZA FAZIO NON COINVOLGE MEDICI FAMIGLIA
 

(AGI) – Roma, 8 lug. – E’ attesa per domani una prima ondata di calore, con possibili disagi per gli anziani e il Codacons lancia l’allarme denunciando come l’ordinanza del 14 aprile 2011 del ministro della Salute Fazio sia un fallimento: non coinvolge, secondo l’associazione i medici di famiglia. Il Codacons fa presente che il provvedimento "e’ identico a quella dello scorso anno, che a sua volta era identica a quelle precedenti, tutte ordinanze che hanno gia’ fallito i loro obiettivi". Questi, secondo l’associazione, i punti dolenti dell’ordinanza. "Anagrafi della fragilita’: a parte il fatto che molte amministrazioni comunali non le hanno ancora fatte, si tratta di uno sterile e matematico elenco della popolazione di eta’ pari o superiore ad anni sessantacinque, un elenco generico e spropositato che non serve a nulla. Gli elenchi dovrebbero essere fatti dai medici di base, limitandosi agli anziani effettivamente a rischio, ad esempio a seconda delle loro patologie. Si parla della necessita’ di valutare continuamente gli effetti delle ondate di calore sulla salute delle persone piu’ a rischio e di attivare validi sistemi di sorveglianza epidemiologica, peccato – spiega il Codacons – che nessuno sia nemmeno incaricato di conteggiare quanti anziani muoiono ogni anno per il caldo (ricordiamo che l’unica volta in cui si procedette ad un conteggio, nel 2003, l’Istituto Superiore di Sanita’ accerto’ 34.071 anziani morti). Le aziende unita’ sanitarie locali, dovrebbero intraprendere, in collaborazione con la Protezione civile ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e a monitorare danni gravi ed irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche una espressione generica, insignificante, che consente alle Asl di fare quello che vogliono, ossia nulla! Le amministrazioni comunali e’ previsto che provvedano anche attraverso servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto. Traduzione: dato che non ci sono obblighi, se i comuni hanno gia’ in funzione dei servizi efficienti di assistenza domiciliare li indirizzano verso questi anziani, altrimenti, se, come nella stragrande maggioranza dei casi, non li hanno, non fanno nulla". Ecco allora i punti dolenti – secondo il Codacons – rispetto a quanto non scritto nell’ordinanza: "Quando si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone piu’ fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione) nessuno e’ obbligato a fare niente (ad esempio nessuno e’ tenuto ad andare a visitare gli anziani piu’ a rischio).Nessun obbligo da parte dei Comuni e delle Asl di avvisare i medici di famiglia del passaggio dal livello 2 al livello 3. Nessun coinvolgimento a nessun titolo dei medici di base, che nell’ordinanza non sono nemmeno citati.
   Da qui la proposta per coinvolgere i medici di famiglia: Far preparare loro le liste dei pazienti a rischio.
   In caso di passaggio al livello 3, visitare i pazienti piu’ a rischio, anche se non chiamati. Non attaccare le segreterie telefoniche e visitare in giornata anche chi chiama dopo le 10 del mattino . In caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio". (AGI) Bru  
 
 

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