Caldo: Codacons, niente ventilatori in ospedali, pazienti li portano da casa
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fonte:
- yahoo! notizie
(Adnkronos Salute) – "Pronto soccorso intasati", boom di ricoveri. Continua l’ emergenza caldo in Italia, stretta nella morsa dell’ afa, e il Codacons denuncia: "Negli ospedali mancano i ventilatori", alcuni pazienti "sono stati costretti a farseli portare da casa". L’ associazione dei consumatori, in una nota, lancia l’ allarme: le strutture italiane "sono spesso vecchie e fatiscenti e, salvo che nei reparti di emergenza, mancano sistemi di ventilazione ed aria condizionata. Un inferno per i pazienti ammassati nelle stanze o peggio ancora sulle barelle e nei corridoi. Una ragione in più perché i malati meno gravi siano curati a casa". Quanto ai ventilatori, la richiesta del Codacons è che "in tutti gli ospedali italiani ce ne sia almeno uno per ogni stanza", anche se l’ associazione ricorda che "i ventilatori non devono essere puntati direttamente sulla persona malata". Per il Codacons il tallone d’ Achille della strategia anti-caldo adottata nella Penisola è proprio il mancato coinvolgimento dei medici di famiglia. Un problema già segnalato nei giorni scorsi. "L’ afa di questi giorni ha prodotto – ribadiscono dall’ associazione – un aumento delle chiamate al 118 e un intasamento dei Pronto soccorso delle principali città italiane. Nella gran parte dei casi si tratta di persone anziane che hanno avuto un malore. E’ l’ effetto dello scavalcamento della prima linea del Servizio sanitario nazionale, quella dei medici di famiglia, che, teoricamente, dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. Filtro che, evidentemente, non funziona". In Italia, dichiara Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons, "c’ è una rete diffusa su tutto il territorio: sono i medici di famiglia, già pagati per esercitare la loro funzione capillarmente. Certo che, se in questo periodo sono in ferie, attaccano la segreteria alle 10, non vanno spontaneamente a trovare in casa i loro pazienti più a rischio, non vengono coinvolti e coordinati da Comuni ed Asl in una task force di emergenza, allora si produce l’ intasamento dei pronto soccorso".
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