25 Agosto 2011

Caldo, appello del Comune “Fate rete tra vicini di casa”

Caldo, appello del Comune «Fate rete tra vicini di casa»
 

«La situazione è a rischio ma sotto controllo, i decessi sono ampiamente inferiori rispetto a quanto registrato in passato, ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia». Caldo, dieci persone tra i 78 e i 90 anni morte negli ultimi due giorni, l’ assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, lancia l’ appello: «Chiediamo collaborazione a tutti i milanesi: state vicini agli anziani che vivono soli». Il bollettino delle ultime 48 ore. Dieci uomini e donne – due residenti nell’ hinterland e un grande obeso – stroncati da patologie respiratorie e cardiovascolari aggravate dal caldo e dalla disidratazione, ecco la spiegazione fornita dall’ Areu, l’ Azienda regionale urgenza e emergenza della Lombardia che ribadisce l’ invito a bere almeno due litri di acqua al giorno. «Esprimo un sentimento di profondo cordoglio – dichiara Majorino – per le persone mancate in queste ore. Questi decessi rafforzano in noi la convinzione di dover proseguire, anche oltre l’ ondata di caldo e il periodo estivo, la programmazione di azioni contro la solitudine dei più deboli. Una solitudine che a volte porta con sé carenza di informazioni e una scarsa rete di protezione che va garantita a tutti, anche ai soggetti che solitamente non si appoggiano agli assistenti sociali. Chiediamo ai cittadini di aiutarci nell’ azione di costante presidio nei confronti della popolazione anziana». Basta una telefonata al vicino (anche al numero verde del Comune 800.777.888), un saluto, un salto «al piano di sopra», un consiglio sull’ alimentazione, una semplice domanda: «Hai bevuto?». «Il fatto che i numeri di queste settimane – prosegue l’ assessore – siano ampiamente inferiori rispetto a quanto registrato in passato non deve assolutamente farci abbassare la guardia. Per questo rinnoviamo un appello semplice: rivolgetevi al nostro centralino o alle strutture sanitarie presenti sul territorio». Fare rete per scovare i «fantasmi» di Milano. Il direttore della Caritas, don Roberto D’ Avanzo, analizza: «Molti anziani soli non chiedono aiuto e rimangono blindati in casa. Credo sia un problema culturale, l’ effetto del martellamento continuo rispetto alla non sicurezza della città». E aggiunge: «Occorre mandare messaggi in controtendenza, e soprattutto, come disse un ex questore di Milano qualche anno fa commentando i dati sugli anziani soli trovati morti in casa, dobbiamo tornare a farci gli affari degli altri, essere più solidali e bussare al vicino di pianerottolo per sapere se va tutto bene». Da oltre sei giorni la metropoli è stretta nella morsa del caldo africano. Ieri la colonnina di mercurio ha toccato i 35 gradi e per oggi è previsto ancora caldo. E’ in arrivo una perturbazione, ma i meteorologi dell’ Arpa smorzano le aspettative e chiariscono che «non c’ è la certezza che transiti sulla Lombardia» e spazzi la cappa bollente. Per avere un po’ di fresco, aggiungono, bisognerà aspettare i primi giorni della prossima settimana. Unica buona notizia: i valori di ozono a Milano – dopo tre giorni consecutivi di superamento della soglia di attenzione – sono rientrati nella norma (146 microgrammi al Parco Lambro, 161 in via Pascal-Città Studi, 158 al Verziere). Restano alti, invece, nei comuni intorno a Milano (Zona A1). Le chiamate al 118 ieri hanno subito un’ impennata: 1.046 registrate da mezzanotte alle 20, raggiungendo quota 1.500 nelle ventiquattro ore. Trecento più della media della scorsa settimana. Numeri normali per stagioni in cui la città è a pieno regime, anomali per essere in pieno agosto. E il Codacons denuncia: «E’ l’ effetto dello scavalcamento della prima linea del Servizio Sanitario Nazionale, quella dei medici di famiglia, che, teoricamente, dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. Filtro che, evidentemente, non funziona». Ma alla Asl di corso Italia confermano: la rete di assistenza socio-assistenziale è collaudata da tempo e sta funzionando.

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