20 Agosto 2011

Caldo africano, Codacons rilancia l’ allarme

Caldo africano, Codacons rilancia l’ allarme
 

Negli ultimi anni non era mai successo! Dopo un luglio dove il caldo non si è fatto sentire , ora, all’ indomani delle feste di Ferragosto , tutta l’ Italia è costretta dall’ alta pressione africana a temperature molto elevate . Il Codacons ha rilanciato l’ allarme, e stavolta pare davvero che il caldo non ci prenderà in giro gridando al lupo al lupo (lo aveva già fatto a inizio luglio 2011) con il seguente comunicato stampa . Caldo africano in molte città L’ Italia nel prossimo fine settimana sarà interessata dall’ alta pressione africana con temperature molto alte, con picchi sino a 38 gradi . Il Codacons lancia l’ allarme anziani. Specie al Nord, dove fino ai giorni scorsi ci sono state temperature gradevoli e decisamente poco estive , l’ impatto di questa ondata di calore avrà effetti pericolosi per gli anziani , dato che l’ organismo soffrirà per questo sbalzo improvviso di temperatura . Per questo l’ associazione di consumatori chiede che siano coinvolti nel Piano anticaldo anche i medici di famiglia che nell’ ordinanza del 14 aprile 2011 del Ministro della Salute Fazio non sono nemmeno nominati. E’ indispensabile, infatti, che, in caso di passaggio al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), i medici di base vadano a visitare i loro pazienti più a rischio, anche se non chiamati. La realtà è che solo poche centinaia di amministrazioni comunali hanno organizzato servizi di assistenza domiciliare , ad esempio attraverso associazioni di volontariato, come previsto dall’ ordinanza Fazio. Si tratta, però, di una eccezione . Anche questi pochi comuni virtuosi, comunque, non coinvolgono i medici di famiglia . Per questo, da anni, il Codacons chiede che nell’ ordinanza , troppo generica e vaga, ci siano obblighi precisi , sia a carico dei comuni che delle asl, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 e che le anagrafi della fragilità non siano uno sterile e matematico elenco della popolazione di età pari o superiore ad anni sessantacinque, ma un elenco fatto dai medici di famiglia con gli anziani effettivamente a rischio per le loro particolari patologie.

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