Caldaie, sono in arrivo anche le cause civili
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Caldaie, sono in arrivo anche le cause civili
Già predisposte le prime lettere di contestazione a Comune e ad Asea
Caldaie, in vista anche le cause civili. Intanto, da domani tutta la documentazione e le cartelle (quasi settemila) sequestrate negli uffici dell`Asea, passeranno al vaglio della Procura. Un lavoro teso a verificare la legittimità dei controlli e delle tariffe praticate (40mila lire per le autocertificazioni, 240mila lire per le verifiche degli impianti). Nei prossimi giorni, poi, il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, titolare dell`inchiesta, potrebbe anche decidere di ascoltare (per il momento il procedimento è contro ignoti) alcune persone in qualche modo coinvolte nella vicenda. L`ipotesi di reato – come è noto – è di abuso e falso. Tra l`altro, nelle mani della Procura c`è anche la delibera con cui l`Amministrazione di palazzo Carafa ha affidato la gestione dei controlli degli impianti termici all`Asea. Intanto, a scendere in campo sono le quattro associazioni (Federconsumatori, Sunia, Codacons, Donneuropee-Federcasalinghe) che, nei giorni scorsi, hanno presentato l`esposto alla Procura, le quali sostengono che si tratta di una «battaglia per la legalità».
«La documentazione che giornalmente perviene alle Associazioni – aggiungono – hanno evidenziato una serie di incoerenze nell`effettuazione delle verifiche da parte del personale Asea. I verificatori, nella stragrande maggioranza dei casi, si limitano a controlli di tipo documentale, che nulla hanno a che vedere con la verifica dei fumi di combustione prevista dalla legge». Questa verità – secondo i rappresentanti delle Associazioni – solo ora è stata compresa sino in fondo. «Sino a qualche giorno addietro – spiegano – i diretti interessati (assessore Capone e Giampiero Corvaglia, dell`Asea) avevano parlato di sanzione nei confronti dei cittadini autocertificati non trovati in regola. Anzi, per giustificare il proprio operato, il Comune indicava i manutentori come gli unici responsabili e come soggetti poco professionali».
Intanto, il materiale informativo che le Associazioni stanno raccogliendo, verrà utilizzato per la predisposizione di lettere di contestazione all`Asea e al Comune. E le cause civili – per l`eventuale restituzione dei soldi – sono pronte ad essere sfornate. Tra l`altro, nel mirino finisce pure la Provincia. «Anche in questo caso – aggiungono – nonostante gli accordi fatti con le associazioni dei consumatori all`epoca dell`Agenzia per l`energia, a quanto pare le verifiche riguarderanno canne fumarie, comignoli, sfoghi, fessure e quant`altro. Seppure a prezzi più ridotti, la linea della Provincia sembra ripercorrere quella a suo tempo svolta dal Comune».
Piero Mongelli, responsabile leccese del Codacons, poi spiega che non è una battaglia di alcuni consumatori contro una società: si tratta, in realtà, di «una vera e propria battaglia per la legalità, portata avanti da cittadini, casalinghe, inquilini, amministratori di condomini, piccole imprese, manutentori, architetti. Poi conclude: «Se effettivamente l`Asea ha seguito le norme alla lettera non ha niente da temere, l`inchiesta verrà archiviata. Ma, se ciò è vero, dove stanno le fatture per le 50mila lire e le 40mila lire pagate dai cittadini? A chi ha richiesto, tramite il proprio legale, le 10mila lire pagate in più, l`Asea ha risposto che l`assegno è a disposizione presso i suoi uffici: ma le obbligazioni non devono essere pagate al domicilio del creditore?».
A far sentire la propria voce è anche l`opposizione di centrosinistra a palazzo Carafa, che sulla questione ha condotto una lunga battaglia. «Vale la pena ricordare – sottolinea il coordinatore Antonio Torricelli – che non vi è stata gara di evidenza pubblica e, malgrado la diffida del direttore generale, l`ufficio competente ancora non mi ha trasmesso la richiesta documentazione, con cui “si sono sollecitati gli imprenditori privati alla presentazione di proprie dichiarazioni di disponibilità“, presupposto fondamentale quest`ultimo, che la delibera di affidamento diretto richiama esplicitamente (forse perchè non esiste)». Poi ricorda come questo atto, di esclusiva competenza del Consiglio, è stato adottato impropriamente dalla Giunta. «E forse sarà ancora più difficile chiarire – aggiunge – perchè il Comune ha deciso il costo del controllo e dell`autodichiarazione in misura doppia rispetto alla Provincia, dove l`azienda è la stessa. Ma di tutto questo ne discuteremo serenamente nel Consiglio monotematico che – su richiesta dell`opposizione – si dovrà tenere entro la fine del mese».
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