18 Novembre 2001

Caldaie, raccolte ottocento firme

Ieri mattina riunione delle associazioni di categoria e dei consumatori. Il 1° dicembre assemblea dei manutentori
Caldaie, raccolte ottocento firme
«In molti casi non viene effettuata l`analisi dei fumi»

Ottocento firme in dieci giorni per ottenere la convocazione del Consiglio comunale sul problema caldaie. Va a gonfie vele la petizione popolare proposta dalle associazioni di difesa dei cittadini che ieri hanno tenuto un incontro con i rappresentanti dei manutentori e di altre categorie professionali per fare chiarezza su una situazione che appare sempre più spinosa. Ben undici le sigle che, pur con interessi differenti e a volte contrastanti, hanno deciso di combattere una comune battaglia per la chiarezza e il rispetto delle regole. Ed eccole insieme: Unai, Casartigiani, Cna, Codacons, Federconsumatori, Sunia, Ami, Fenapi, Confartigianato, Donneuropee Federcasalinghe e Federarchitetti. L`incontro si è tenuto nella sede della Cna, dove il direttore Giovanni Merchich ha subito lamentato la totale indisponibilità dell`amministrazione comunale rispetto all`esigenza di un confronto, rammaricandosi per l`esito dell`incontro tenuto nei giorni scorsi dall`assessore all`Ambiente Antonio Capone, nel corso del quale sarebbero state rese «dichiarazioni gravi e lesive dell`onorabilità di specifiche categorie», anche attraverso una generalizzazione di dati e situazioni, facilmente equivocabili. Secondo le associazioni sarebbero numerose le questioni sul tappeto, tra queste «la preparazione tecnica di molti verificatori, la sensazione che ciò che si vuole non sia in realtà la vera sicurezza e l`esosità delle tariffe applicate». I rappresentanti dei manutentori, hanno presentato anche il risultato di un piccolo sondaggio, svolto su un campione di 60 verbali, di cui 41 riguardanti cittadini autocertificati e 19 non autocertificati. In base ai riscontri risulterebbe che l`analisi della combustione sia stata effettuata soltanto per due degli impianti autocertificati presi a campione. «Per convenzione – spiega invece Merchich – la verifica del rendimento di combustione avrebbe dovuto essere fatta per tutti». «La legge – è stato spiegato – prevede che obiettivo della verifica è l`analisi di combustione dei fumi emessi dalle caldaie, per incentivare una corretta manutenzione, un risparmio energetico e un minor inquinamento. Ma i verificatori dell`Asea – dicono le associazioni – in molti casi si limitano ad un controllo di tipo burocratico, senza neanche effettuare la prescritta analisi di combustione dei fumi, con ciò violando il dettato normativo e il buon senso oltre che a vanificare gli obiettivi della legge». Piero Mongelli del Codacons, ha poi sottolineato come si sia posto in essere uno strano meccanismo per il quale a subire gli oneri maggiori dei controlli sarebbero in realtà i cittadini che hanno presentato l`autodenuncia, dovendo questi pagare in caso di verifica altre 240 mila lire oltre alle 40 mila lire già spese inizialmente e che dovrebbero assorbire invece i costi dei controlli disposti a campione. Durante l`incontro è stato rilevato che «le scelte avrebbero dovuto prevedere un`adeguata informazione alla cittadinanza, un congruo termine per fare le autocertificazioni, la collaborazione con le associazioni di difesa di cittadini e consumatori per la piena conoscenza della complessa normativa». Il direttore della Cna ha infine ricordato che ogni soluzione deve passare attraverso la concertazione tra tutti i soggetti interessati e che il primo dicembre si svolgerà un`assemblea di tutti i manutentori e gli impiantisti della provincia.

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