6 Novembre 2001

Caldaie, le proteste «accendono» gli impianti

Il caso
Questa sera si svolgerà l`incontro tra l`assessore Antonio Capone ed i responsabili dell`Asea. La tariffa potrebbe essere ridotta a 120mila lire. Scende in campo la Confartigianato, che sposta il tiro sui politici e sugli uffici tecnici dei Comuni. E denuncia: «Assurdo inserire nella convenzione fattori “incentivanti“ per i controlli»
Caldaie, le proteste «accendono» gli impianti
Centrosinistra e Codacons porteranno la questione in consiglio comunale

Più che il freddo di questi giorni, sono le polemiche e gli interessi in gioco che rischiano di «accendere» gli impianti di riscaldamento dei leccesi prima della data prevista del 15 novembre. La pietra, piuttosto grossa, è stata già lanciata nello stagno. Adesso molti utenti «verificati» e trovati fuori norma, aspettano il regalo sotto l`albero di Natale: il costo del controllo effettuato dall`Asea a 120mila lire, la metà di quanto stabilito nella convenzione. L`assessore Antonio Capone non si sbottona. «Se ci saranno novità – ha fatto sapere – le comunicherò solo dopo l`incontro che avrò con i tecnici e con i dirigenti». Al summit, previsto per il pomeriggio di oggi, dovrebbe partecipare anche l`amministratore dell`Asea, Giampiero Corvaglia, che ieri era visibilmente preoccupato dalla piega degli avvenimenti. «E` bastato far trapelare l`ipotesi di uno sconto sulla tariffa dei controlli – ha riferito Corvaglia – che già molti utenti hanno sospeso i pagamenti, per attendere condizioni più favorevoli». Il fronte degli artigiani, intanto, si fa sempre più agguerrito e sposta il tiro sui politici e sugli uffici tecnici dei Comuni, più che sull`Asea. «Noi non vogliamo mettere la firma su un impianto che non è in regola – chiarisce Eugenio Benedetti, responsabile, per la Confartigianato, della categoria “impianti“ – L`ufficio tecnico del Comune di Lecce ha una struttura-colabrodo e i responsabili sono stati poco attenti ai controlli sugli impianti. Oggi il cittadino – spiega Benedetti – paga le conseguenze di una diffusa omissione delle verifiche sulla sicurezza; anche nei cartelli dei lavori, nei cantieri – fa notare il funzionario degli artigiani – quasi sempre manca l`indicazione del responsabile degli impianti tecnologici. Spesso si gioca sul fatto che gli enti preposti alla sicurezza sono molti (Ispels, Asl, Vigili del Fuoco, comuni..etc) e alla fine, si fa gravare la responsabilità sull`artigiano, il quale non può andare alla ricerca dei certificati di conformità, che dovevano essere rilasciati da altri». «Un altro punto che balza subito agli occhi – denuncia Benedetti – è l`inserimento nella convenzione di fattori “incentivanti“ dei controlli, che sono espressamente vietati nel Dpr 551 del `99. Mi spiego: rilevare una irregolarità su aspetti non essenziali, per poi ripassare fra trenta giorni, rappresenta un grosso incentivo all`incasso delle 240mila lire». «E non è tutto – aggiunge Benedetti – Basti penare che nella convenzione del 23 luglio fra la Provincia e l`Asea è previsto che un controllo ogni dieci autodichiarazioni possa essere subappaltato alla cooperativa Vit, a un costo di 25mila lire l`uno. I conti sono presto fatti: l`Asea incassa 240mila lire e ne paga solo 25mila».

Un`ultima lamentela amareggia la categoria dei manutentori. «Si era raggiunto un accordo con l`assessore all`Ambiente della Provincia, Antonio Luca – dice Benedetti – per una campagna pubblicitaria di 300 milioni, che non c`è stata». Il discorso può essere ripreso con il neo-assessore Roberto Palasciano, che stamattina ha fissato un incontro con i dirigenti per affrontare, da «matricola», il problema caldaie nel suo complesso.

Intanto, però, continua la mobilitazione. L`opposizione di Palazzo Carafa, dopo la presa di posizione del coordinatore Antonio Torricelli, chiederà in questi giorni la convocazione di un Consiglio monotematico, per discutere della delicata questione. E, a quanto pare, si sta muovendo in questa direzione anche il Codacons: starebbe per partire, infatti, una petizione popolare, in maniera da raggiungere 500 firme e «costringere» l`Amministrazione a portare all`attenzione dell`Assemblea il caso-caldaie. .

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