17 Novembre 2001

Caldaie, a febbraio controlli in provincia

C`è ancora tempo per le verifiche degli impianti termici nei novantasei comuni salentini
Caldaie, a febbraio controlli in provincia
L`assessore Libardo ha già incontrato i rappresentanti dei manutentori
Intanto il caso finisce all`attenzione del Difensore civico

C`è ancora tempo: i controlli alle caldaie nei 96 comuni della provincia, escluso il comune capoluogo, sono previsti per la fine di febbraio del 2002. Ma i responsabili dell`ente Provincia si stanno muovendo con largo anticipo, per evitare la confusione e le polemiche conseguenti alle verifiche, affidate anche qui, all`Asea. Nei giorni scorsi il neo-assessore all`Ambiente, Antonio Libardo ha preso visione delle procedure e ha avviato i primi contatti con i soggetti interessati. L`altro ieri ha incontrato i rappresentanti dei manutentori, con i quali sono stati predisposti rapporti di fattiva collaborazione. Nessuna pregiudiziale nei confronti di nessuna categoria. Se qualcosa non «gira», c`è tutto l`interesse a rimuoverne le cause, a beneficio dell`utente. Parola d`ordine: chiarezza sotto ogni aspetto; per favorire la comprensione da parte degli utenti e per scandire l`elenco delle operazioni, oggetto di verifica. Intanto, le buone intenzioni per evitare situazioni confuse, partono da un costo del controllo di 120mila lire, la metà rispetto al medesimo servizio, effettuato dalla stessa società Asea, per conto del Comune di Lecce; e non è un aspetto di poco conto, dal momento che si lasciano spiragli, aperti a diverse considerazioni. Tanto che l`altro ieri, il difensore civico della Provincia, Giacinto Urso, ha convocato il presidente dell` Agenzia per l`Energia, Michele Giordano e il direttore tecnico Antonio De Giorgi, per mettere il naso nella complessa materia. «Il mio interessamento è rivolto unicamente alla tutela dell`utente – spiega l`onorevole Urso – e per garantire l`imparzialità dell`Amministrazione. Il problema, che interessa migliaia di persone e che può richiamare interessi imprenditoriali – aggiunge il Difensore civico – esige strutture di valida professionalità e reclama la necessaria sicurezza degli impianti usati dalle famiglie». La valutazione della documentazione richiesta al settore Ambiente della Provincia, tiene conto anche del fatto – ha spiegato Urso – che siamo alla prima applicazione di leggi e regolamenti complessi, che vanno contemperati dal buon senso e da una prudente gradualità e soprattutto dall`esigenza di impedire qualsiasi esosità, nei contributi richiesti, negli accertamenti effettuati e nelle contravvenzioni applicate a carico del cittadino, sia da parte pubblica che privata».

Intanto, sul fronte caldaie al Comune di Lecce, una cosa è certa: l`argomento verrà portato in Consiglio, grazie alle firme raccolte dal Codacons e dalle altre associazioni, che lunedì verranno presentate a palazzo Carafa.
Stamattina, alle 10.30, le varie sigle associative terranno una conferenza stampa nella sede della Cna, in via Brunetti, per illustrare i risultati della raccolta di firme e per spiegare perchè a Lecce è scoppiato il caso-caldaie.

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