Caldaia sicura: paghi 5 euro e fai da te
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fonte:
- Il Messaggero
Caldaia sicura: paghi 5 euro e fai da te
Comune e Acea scrivono ai romani: autocertificate il vostro impianto di riscaldamento
È partita l?operazione caldaie sicure: a 600 mila romani è stata recapitata in questi giorni la lettera con cui il Comune spiega le modalità per mettersi in regola con le norme di sicurezza. Il tempo di leggerne il contenuto ed è subito polemica. Alcune associazioni di consumatori sono già pronte infatti a presentare ricorso contro la tassa di 5 euro che gli utenti dovranno pagare all?Acea, alla quale il Comune di Roma ha affidato il controllo della manutenzione degli impianti termici autonomi di potenza inferiore ai 35 KW.
La società di via Ostiense replica: è stata soltanto applicata una legge dello Stato (la 10 del 1991, che fa parte del piano energetico nazionale, ndr). E gli utenti, i cittadini, chiedono chiarimenti sul da farsi, scrivono, protestano. Tanto che si sta pensando a come evitare file e lungaggini. È di ieri la notizia che 800 artigiani della Cna hanno già raggiunto un accordo con l?Acea per consegnare loro direttamente agli utenti il bollino blu, evitando così il bollettino di pagamento postale.
Ma andiamo con ordine. Dopo il dramma di via Ventotene e il lungo inverno romano segnato da ripetute fughe di gas, il Campidoglio ha deciso di lanciare un?«importante campagna sulla sicurezza domestica per garantire», come si scrive nella lettera firmata dal sindaco Walter Veltroni e dal presidente dell?Acea, Fulvio Vento «a tutti i cittadini maggiore tranquillità nella propria casa». Gli utenti, inquilini o proprietari non fa differenza, hanno tempo fino al 31 ottobre 2002 per chiamare una ditta di fiducia – purchè iscritta alla Camera di commercio – certificare la bontà dell?impianto di riscaldamento, e compilare il ?modello H“ da spedire all?Acea con allegato un bollettino da 5 euro. Operazione che dovrà essere ripetuta ogni due anni. La spesa si aggiunge al costo dell?intervento obbligatorio di manutenzione ordinaria che in media si aggira intorno ai 75/100 euro.
«È un obbligo di legge – spiega Paolo Cuccia, amministratore delegato dell?Acea – i controlli vengono effettuati anche in altri comuni italiani. Il nostro compito sarà quello di organizzarli, gestendo l?archivio». Cinque euro cadauno. Qualcuno ha definito ?il prezzo della sicurezza“ un balzello. Sommato per 600 mila, quante sono all?incirca le caldaie romane, porterà nelle casse della società oltre 4 milioni di euro ogni due anni.
Per il Codacons (come si scrive accanto) è una doppia tassa. Perché pagare anche l?Acea se a effettuare i controlli è un?altra ditta? «Perché secondo il Dpr 412/93 e 551/99 – risponde Paolo Fiorini, responsabile della campagna sulla sicurezza – i controlli sono a carico degli utenti, mentre i comuni hanno l?onere di definire un catasto degli impianti termici esistenti». «Il settore – riprende Fiorini – risente della metanizzazione senza regole cui si diede vita in passato, complice alcuni presunti esperti che hanno installato impianti senza la dovuta specializzazione. Oggi siamo chiamati a mettere ordine, a verificare le caldaie e i fumi».
Al numero verde (800130339) istituito dall?azienda sono pervenute ieri 700 chiamate. Gli utenti chiedevano ragione dei 5 euro, ma soprattutto le indicazioni necessarie per mettersi in regola e non incorrere nell?eventuale multa da 85 euro. «Effettueremo – aggiunge Maurizio Parisi, anche lui responsabile della campagna d?informazione dell?Acea – controlli a campione e verificheremo tutte le caldaie degli utenti che non invieranno la certificazione». L?operazione del Comune è rivolta a formare una cultura della sicurezza, far comprendere che i combustibili vanno utilizzati con parsimonia e gli impianti tenuti sotto controllo. «Noi garantiamo con il nostro intervento – precisa Fiorini – che tutte le caldaie, anche quelle del vicino di casa, siano in regola».
E le associazioni dei consumatori? Non tutte la pensano allo stesso modo. «Visto il carattere sociale dell?intervento – è la tesi di Massimiliano Dona, responsabile legale dell?Unione Consumatori – porre i relativi costi a carico della fiscalità generale piuttosto che sulle spalle dei cittadini. Tuttavia – conclude – la sicurezza della nostra città è un valore di primaria importanza al cui cospetto alcune prese di posizione demagogiche vanno guardate con estrema cautela».
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