15 Settembre 2018

Calcioscommesse, la Procura chiede 12 rinvii a giudizio

Giuseppe Lo ReCatanzaro La faccia sporca dello sport. Partite truccate, combine, risultati già concordati a tavolino, scommesse più o meno legali: su questo ed altro ha alzato il sipario anni fa la squadra mobile della Questura di Catanzaro, che ha portato termine la maxi-inchiesta “Dirty Soccer”. Uno scandalo di proporzioni nazionali: nel calderone delle accuse trascinati calciatori, allenatori, manager e direttori sportivi, presidenti, faccendieri e qualche sospetta espressione delle ‘ndrine. Degli oltre cento indagati iniziali, nel corso dei mesi la maggior parte è finita nei Tribunale di mezz’ Italia, chiamati in causa per competenza territoriale. E giunge al traguardo anche il filone catanzarese, quello che ha innescato la macchina della Giustizia. L’ ultimo passaggio riguarda adesso le dodici richieste di rinvio a giudizio formulate dal pubblico ministero Giuseppe Maffia della Procura di Lamezia Terme, alla quale gli atti sono giunti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro dopo l’ accoglimento di apposita istanza dell’ avvocato Antonio Lomonaco. La relativa udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 29 gennaio. Rischiano il processo: Armando Ortoli, ex direttore sportivo del Catanzaro; Domenico Giampà, ex calciatore fra gli altri del Catanzaro e del Messina; Claudio Arpaia, Fabrizio Maglia e Felice Bellini, rispettivamente ex presidente, ex direttore sportivo ed ex responsabile marketing della Vigor Lamezia; Sebastiano La Ferla, definito dagli inquirenti “uomo di fiducia di Bellini”; Ercole Di Nicola, ex dirigente de L’ Aquila calcio; Giuseppe Perpignano, Luigi Condò e Salvatore Casapulla, rispettivamente ex presidente, ex direttore sportivo ed ex dirigente del Barletta; Robert e Adrian Farrugia, tutti e due maltesi ed entrambi tuttora irreperibili, ritenuti dagli investigatori “procacciatori di affari” illeciti in quanto presunti promotori di combine. Sei i capi d’ imputazione contestati, che coinvolgono altrettante partite: Barletta-Catanzaro (Lega Pro Girone C, disputata l’ 1 aprile 2015 e finita 1-1-), Aversa Normanna-Barletta (Lega Pro Girone C, 12 aprile 2015, risultato 0-1), Vigor Lamezia-Paganese (Lega Pro Girone C, 13 aprile 2015, risultato 1-1), Barletta-Vigor Lamezia (lega Pro Girone C, 19 aprile 2015, risultato 3-3-), Casertana-Vigor Lamezia (Lega Pro Girone C, 25 aprile 2015, risultato 2-1-), Juve Stabia-Vigor Lamezia (Lega Pro Girone C, 3 maggio 2015, risultato 4-2-). Le parti offese vengono individuate nella Federazione italiana giuoco calcio, nella Lega B, nella Lega Pro, nella Lega nazionale dilettanti, e ancora nella Torres calcio, nella Polisportiva Brindisi, nella Federbet e nel Codacons. L’ inchiesta ha acceso i riflettori su un presunto giro di combine nei campionati di calcio di Serie B, Lega Pro, Cnd e nell’ Eccellenza calabrese. Secondo l’ accusa, una vera e propria organizzazione – con il contributo di giocatori, allenatori, dirigenti e direttori sportivi – avrebbe alterato alcuni match dei campionati di calcio. Durante le indagini sono state sequestrate decine di tablet e smartphone con tanto di messaggi ritenuti compromettenti e chat sospette. Anche la Giustizia sportiva ha fatto il suo corso, per dire la verità ben più velocemente di quella penale: nel corso degli anni sono stati stangati numerosi tesserati.

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