21 Gennaio 2009

Calciopoli, falsa partenza

Rinviata la prima udienza del processo a Moggi & co. I pm: «Tempi lunghi, si rischia la prescrizione»

  NAPOLI All’entrata dell’aula 216, nona sezione penale del Tribunale di Napoli, la prima scena che balza agli occhi è quella dei giornalisti delle televisioni arrampicati sulle sedie per avvicinare il microfono alle casse. Si è aperto così ieri il processo di Calciopoli, il più mediatico dell’era di internet e delle intercettazioni. O meglio è iniziato con una falsa partenza. La prima udienza è stata rinviata al 24 marzo a causa di diciotto mancate notifiche agli imputati. Solo sei avvisi sono stati notificati agli interessati, il resto sono stati resi noti solo agli avvocati difensori e, secondo una sentenza della Cassazione gli imputati assenti in aula durante l’udienza che decise il loro rinvio a giudizio, devono essere avvisati personalmente. La notifica ai rispettivi legali non basta. Loro, i difensori dei 24 imputati del presunto sistema di Moggiopoli, ieri erano tutti tirati a lucido, assiepati intorno ad un collegio in rosa. Le prime battute del più grande processo del calcio italiano sono state scandite da tre donne: i giudici Teresa Casoria, presidente della 9a sezione penale e dai consiglieri Maria Pia Gualtieri e Francesca Pandolfi. «Un bazar», così ha definito l’aula piena di giornalisti, operatori, microfoni e telecamere il pm Filippo Beatrice, titolare dell’inchiesta insieme a Giuseppe Narducci. Per evitare che il baraccone mediatico pregiudichi lo svolgimento del processo la presidente Casoria ha già deciso che l’udienza del 24 marzo si terrà nella più ampia aula bunker di Poggioreale. Considerata la mole di prove e testimoni (solo Moggi ne ha convocati 498, compreso Silvio Berlusconi) si prevedono tempi abbastanza lunghi e il rischio di prescrizione si fa sempre più concreto. Se non per il reato di associazione a delinquere, per quello di frode sportiva che si estingue in sette anni e mezzo. «Dovremmo chiudere entro il 2012 – prosegue il pm Beatrice – ma il tribunale di Napoli è affollatissimo. La nona sezione si riunisce due volte a settimana, martedì e venerdì, per giudicare casi finanziari e di bancarotta. Nonostante i buoni propositi dubito che di questo passo faremo in tempo». A tranquillizzare gli animi ci ha provato il presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi che starebbe già attivando le procedure per avviare tempi più rapidi. Il calendario futuro (quasi un’utopia nel carrozzone del palazzo di giustizia partenopeo) potrebbe essere scandito anche da un’udienza a settimana. Un anno intero di udienze prima che il collegio si riunisca in camera di consiglio. Se così fosse la sentenza potrebbe arrivare prima della primavera 2010. Ma le avvisaglie di ieri non promettono nulla di buono. «Ci sono 31mila telefonate intercettate ma soltanto una piccola parte è stata trascritta. Chiederemo la trascrizione completa delle intercettazioni». Così i legali di Moggi, Paolo Trofino e Maurilio Prioreschi. L’operazione richiederà un lavoro di qualche mese. Trofino ha aggiunto di essere «sicuro dell’assoluzione di Moggi dall’associazione a delinquere, accusa già smontata nel processo alla Gea a Roma» anche se si tratta di procedimenti totalmente diversi e non legati tra loro. I difensori dell’ex dg juventino chiederanno anche lo spostamento del processo per incompetenza territoriale a Roma o Torino. Eccezione richiesta già nell’udienza preliminare. «E’ un processo utilizzato da molti come vetrina – spiega il pm Beatrice, accusato in passato con il collega Narducci dello stesso eccesso di vanità – una platea dove qualsiasi avvocato invece di esporre i fatti in mezz’ora, lo farà in un’udienza intera». L’unico imputato presente ieri in aula era l’ex arbitro Paolo Bertini che ha soltanto risposto all’appello del giudice. Decine le parti civili che si sono costituite e continueranno a farlo il 24 marzo.  Per il momento hanno il volto dei consumatori, quelli del Codacons e della Federconsumatori, della Figc, di Rai Sport e delle figurine della Juve che avrebbero dovuto celebrare la vittoria dello scudetto 2005/2006. Poi ci sono i club che si ritengono lesi delle presunte attività illecite di Lucianone e compagni. Tra questi Brescia, Lecce, Atalanta, Roma, Salernitana (fallita nel frattempo) e Bologna che ha chiesto un risarcimento di 10 milioni di euro alla Juventus e ben 32 alla Fiorentina per la retrocessione in B nella stagione 2005-6. Sintomi di lentezza potrebbe subire anche il rito abbreviato richiesto da Antonio Girando e altri dieci imputati. L’ossimoro anche qui è necessario, essendo stato fissata per ora un’udienza al mese. Durante quella prevista per il 9 febbraio il pm Beatrice finirà la sua requisitoria, lasciando spazio poi a Narducci che potrebbe concludere la sua accusa nell’udienza del 9 marzo. Il giudice potrebbe emettere l’ordinanza per l’ex dg bianconero in aprile.

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