21 Gennaio 2009

Calciopoli, falsa partenza Processo rinviato a marzo con una folla di parti lese

 Sessanta minuti di recriminazioni. Eccezioni, richieste, puntualizzazioni. Calciopoli si è ridotta a una bega di quartiere. È bastato un rinvio, un difetto nella notifica di 18 avvisi di garanzia a far scivolare il processo al 24 marzo. Tutti a casa, a preparare strategie in vista della ripresa. Ieri intanto,l’ora scarsa nell’aula 261 del tribunale napoletano, è bastata ad annusare l’aria. Salata, per tutti quelli (la lista è chilometrica) che dal sistema Moggi si sono sentiti penalizzati. A ogni danno subito, fa da contraltare un richiesta economica. La questua è composita. Tante le società coinvolte. Si sono costituite parte civile Brescia, Bologna, Atalanta, Lecce,Salernitana e Roma. Decine di milioni di euro, in aggiunta alle richieste di danni avanzate dal Ministero delle Finanze(capitolo scommesse)e dai monopoli di Stato. A questa larga fetta istituzionale, si aggiunge la teoria di associazioni di consumatori che hanno sentito violare il proprio diritto ad ottenere uno spettacolo corretto e non viziato da decisioni raggiunte a tavolino.  Così ad Adiconsum, Federconsumatori e Codacons, hanno fatto compagnia i singoli. L’abbonato di Sky che pretende denaro per aver assistito a un campionato fasullo, quello allo stadio Olimpico segue una falsariga non dissimile e L’Edigamma Publishing, un’editoriale che aveva puntato forte sullo scudetto numero ventinove della Juventus. Per festeggiarlo adeguatamente, l’Edigamma non aveva badato a spese. Bicchieri, posacenere e figurine. Un milione di esemplari. Tutte al macero, per un titolo assegnato e poi revocato nel generale sconcerto. L’avvocato Romolo Reboa, chiede alla storica società torinese, 4 milioni di euro. Figurine. Eroi. Merchandising. Chissà cosa ne pensa davvero chi decideva proscenio, attori, campionati, figuranti e risultati.

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