29 Agosto 2006

Calciopoli è da annullare“

Calciopoli è da annullare“

L`avvocato Renato Miele: “L`inchiesta è irregolare, azionisti pronti a chiedere i danni“

MILANO Giorno dopo giorno nell`estate calda di Calciopoli ci si accorge che una bella chiacchierata tra le parti, al posto della caccia alle streghe voluta per accontentare la piazza, sarebbe convenuta un po` a tutti. Alla Juve, che guarda caso sta facendo retromarcia, e agli organi sportivi (Figc e Coni) che rischiano la figuraccia di vedersi annullare i processi dal Tar. Libero si è già occupato più volte della vicenda ricordando le sentenze della Corte Europea ottenuta dall`avvocato Dupont (quello del caso Bosman). Ma ora la questione è un`altra e rischia di essere addirittura più pesante, perché in ballo non ci sono solo le conseguenze sportive, ma il portafoglio di Juve, Federazione e Coni. A sostenerlo è Renato Miele, ex difensore centrale della Lazio, ora avvocato penalista e Procuratore capo del Cip (Comitato Italiano Paralimpico), secondo il quale “I processi sportivi rischiano di essere nulli perché è stato violato l`articolo 7 della legge sulla frode sportiva“. Cosa prescrive questo articolo è presto detto: “Gli organi di disciplina sportiva, ai fini esclusivi della propria competenza funzionale, possono chiedere copia degli atti del procedimento penale (…) fermo restando il divieto di pubblicazione…“. Un divieto che riguarda la riproduzione anche parziale o per riassunto degli atti stessi. Cosa che è invece avvenuto nei giorni seguenti l`apertura delle inchieste, quando quasi tutti i giornali hanno riportato interi brani di intercettazioni telefoniche. LE CONSEGUENZE E proprio su questo “divieto di pubblicazione“ si fonda la tesi di Miele: “La diffusione e l`utilizzo degli atti di indagine, consegnati dalla Procura di Napoli all`ufficio indagini della Figc rischia di configurare la violazione sulla legge sportiva“. Prova ne è che “La Procura di Torino ha inviato gli atti d`inchiesta alla Figc solo dopo che il Gip ha archiviato la pratica“, mentre “Quella di Roma non ha dato le carte sulla Gea alla giustizia sportiva, nonostante una precisa richiesta di quest`ultima“. Cosa può comportare questa violazione è presto detto: “A livello amministrativo la nullità dell`atto. A livello penale, invece, una qualsiasi procura, o il Tar stesso, potrebbe intervenire impugnando le sentenze“. E mandando a gambe all`aria il lavoro del commissario straordinario. Un`ipotesi che potrebbe portare anche allo slittamento dei campionati. Anche se le ultime notizie in arrivo da Torino potrebbero cambiare radicalmente il quadro per quanto riguarda la vicenda sportiva. “Se la Juve trova l`accordo col Coni e ritira il ricorso al Tar – spiega Miele – i campionati partono regolarmente e la vicenda sportiva si chiude lì“. Ma è a livello di diritto civile che Calciopoli potrebbe trasformarsi nella Caporetto finanziaria del calcio italiano. “Qualsiasi azionista o abbonato della Juve (ma la cosa vale anche per le altre squadre coinvolte, ndr) possono far causa richiedendo un risarcimento danni. E questo – precisa l`avvocato – indipendentemente dal fatto che la Juve ricorra o meno al tribunale amministrativo“. Basterebbe un normale ricorso al Giudice di Pace per far saltare tutto. RISARCIMENTI E le richieste di risarcimento si prevedono milionarie (il Codacons ha già chiesto dieci milioni di danni alla Juve) e potrebbero coinvolgere non solo le casse dei bianconeri, ma anche quelle non proprio rigogliose di Figc e Coni. Spiega Miele: “La Federazione potrebbe essere citata per la “fuga di notizie“, cioè la pubblicazione vietata degli atti; il Coni invece finirebbe nei guai per mancata vigilanza sull`operato della Figc e per il fatto che proprio il Comitato Olimpico ha nominato il commissario della Federcalcio Guido Rossi“. L`ipotesi che invece fa tremare i polsi al mondo del calcio è quella della conferma, da parte della Juve, del ricorso al Tar. “In questo caso il giudice non potrà che constatare la violazione della legge sulla frode sportiva e annullare tutte le sentenza fin qui pronunciate sia in primo che in secondo grado. Fermo restando il discorso fatto per quello che riguarda i risarcimenti milionari“. Con tanti saluti al campionato, che slitterebbe a chissà quando. E IL GOVERNO? Insomma un pasticciaccio brutto che, dice ancora Miele, “potrebbe configurare un clamoroso autogol della giustizia sportiva, di quella ordinaria e del Governo stesso che chiude l`avvocato – nel momento stesso in cui studia un decreto per inasprire le pena contro la pubblicazione delle intercettazioni, tollera una gestione giudiziaria di queste proporzioni“.

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