22 Giugno 2007

CALCIOPOLI Avviato a Roma il processo Gea

“I nostri bilanci sono in regola“ Inter e Milan come degli angioletti sul caso plusvalenze mentre spunta il nome di Giordano, che giocò nell`Olbia
CALCIOPOLI Avviato a Roma il processo Gea

ROMA. Mettere un freno alla plusvalenze, per evitare che siano ancora utilizzate dalle società per l`iscrizione ai campionati, con la creazione di un organo tecnico di controllo in grado di valutare i giocatori all interno di una forbice (un range), e che tenga conto non solo del valore di mercato, ma anche di precisi parametri oggettivi. Stanco delle vicende di doping amministrativo che riguardano non solo Milan e Inter, ma anche Genoa, Udinese, Samp, il presidente della Figc, Abete, ha lanciato l`idea in consiglio federale. Milan e Inter, i cui bilanci sono finiti nel mirino dei pm milanesi, continuano a definire “assolutamente regolari“ i valori in discussione. “Sono assolutamente tranquillo“, ha detto Moratti ai tifosi: “Dico loro di stare tranquilli“. Ancora più deciso Galliani, vicepresidente rossonero: “I bilanci sono regolari e lo dimostreremo, si tratta di operazioni di calciomercato effettuate con valori che secondo noi corrispondono alla realtà“. Meno preoccupato di tutti il presidente della Lega Matarrese: “Finirà tutto in un nulla di fatto“. Nell`inchiesta sul doping amministrativo compare anche il nome di Matteo Giordano, che un anno fa, anche se per poco, arrivà all`Olbia (in C2) dal Lugano, ma il suo cartellino era in comproprietà tra Milan e Inter. A metà settembre Giordano chiese di andare via e la società, insoddisfatta del suo rendimento, lo liberò senza problemi. La vicenda giudiziaria, invece, risale al 26 giugno 2003: allora il difensore passò dal Milan all`Inter per 3 milioni di euro, quando il suo valore massimo, secondo la consulenza, era di 293mila. Intanto, a oltre un anno dall`avvio di Calciopoli, approdano in un`aula di giustizia le modalità che per anni hanno caratterizzato le compravendite dei calciatori. E` il processo, a Roma, che scaturisce dall`attività della “Gea World“, la società che, prima di essere travolta dallo scandalo giudiziario, gestiva le procure sportive di numerosi calciatori. Sotto processo, per associazione per delinquere finalizzata all`illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, l`ex dg della Juventus Luciano Moggi, il figlio Alessandro, già presidente della Gea, Franco Zavaglia, ex ad, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, collaboratori dei Moggi, e Davide Lippi, procuratore e figlio dell`ex ct della Nazionale. Nessuno degli imputati era presente ieri in aula. La prima udienza è stata dedicata all`esame delle questioni preliminari. Respinte le richieste di costituzione di parte civile del Codacons, dell`allenatore Arcadio Spinozzi e dell`ex patron del Perugia Luciano Gaucci. Sono oltre 400 i testimoni dei quali si chiederà l`audizione. Praticamente, tutto il mondo del calcio.

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