26 Agosto 2011

CALCIO, TRATTATIVE IN CORSO SU SCIOPERO MA PREVALE PESSIMISMO

 CALCIO, TRATTATIVE IN CORSO SU SCIOPERO MA PREVALE PESSIMISMO

 

 

 
 
Roma – E’ un contratto ponte fino al 30 giugno 2012 l’ ultima speranza per scongiurare lo sciopero dei calciatori e lo slittamento della prima giornata del campionato di Serie A. La proposta è stata avanzata dal presidente dell’ Associazione calciatori (Aic) Damiano Tommasi al presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. "Da parte dei club sono arrivate nuove istanze, alcune ufficiali, molte altre espresse dai presidenti attraverso i giornali – ha spiegato Tommasi -. Per questo noi facciamo un passo indietro: accettiamo di ridiscutere tutto, ma dopo la firma dell’ accordo così com’ era uscito dall’ intesa Beretta-Campana del 30 maggio, con l’ allegato di Abete sull’ art. 7 valido. Si gioca e subito ci si mette al tavolo per ridiscutere tutto". L’ ipotesi del contratto ponte è stata accolta favorevolmente dal presidente del Palermo Maurizio Zamparini, che ha definito "valida" la proposta. Il patron della squadra siciliana ha riferito che anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis ieri sera si sarebbe detto favorevole alla soluzione prospettata da Tommasi. Entrambi i presidenti mercoledì avevano votato contro l’ accordo nel corso della riunione dei club di Serie A. L’ apertura di Zamparini e De Laurentiis non sembra tuttavia sufficiente: in un’ intervista a Sky Tommasi si è detto scettico sulla possibilità che le società della massima divisione accettino la sua proposta. Altrettanto dubbioso si è professato Abete, secondo cui le richieste del sindacato calciatori sono poco chiare: "Ci sono persone che chiedono tanto, ma talvolta non si capisce nemmeno cosa chiedono. Diventa difficile dare risposte", ha detto il presidente della Figc durante la conferenza dell’ Associazione italiana arbitri. Sulla questione è intervenuta anche l’ associazione dei consumatori Codacons, che oltre a chiedere la decurtazione dello stipendio dei giocatori di 1/38 in caso di sciopero, si è detta pronta a dare battaglia in sede giudiziaria qualora i club non risarciranno i tifosi del danno subito. "Tutti facciamo sacrifici. Non si capisce perché nel mondo del calcio questa realtà non debba valere", ha argomentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "Inoltre – prosegue Rienzi – non si spiega come mai tutti criticano lo sciopero generale, partiti di opposizione compresi, e nessuno critichi questo sciopero". "Stesso discorso – ha concluso il presidente dell’ associazione consumatori – vale a maggior ragione per i tifosi che hanno pagato un regolare abbonamento per vedere le 19 partite di campionato giocate in casa e che ora hanno diritto a vedersi restituito 1/19 dell’ abbonamento pagato, ossia la quota parte di quanto non usufruito. Se le società di calcio non sentissero ragioni, il Codacons annuncia fin d’ ora l’ intenzione di offrire assistenza legale affinché i tifosi ottengano non solo la restituzione di parte dell’ abbonamento, come è loro diritto, ma anche gli interessi legali ed il danno esistenziale subito per aver perso il primo incontro della loro squadra del cuore".
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