20 Aprile 2009

CALCIO E RAZZISMO: IL CODACONS NON SI FIDA DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA

    SU BALOTELLI DEVE INTERVENIRE IL MINISTRO DEGLI INTERNI E LA PROCURA DI TORINO IL CODACONS CHIEDE: SOSPENSIONE DEL CAMPO FINO ALLA FINE DEL CAMPIONATO, MULTA PER LA SOCIETA’ PARI ALL’INCASSO E PARTITA PERSA A TAVOLINO

     

    Gli insulti razzisti all’indirizzo del giocatore Mario Balotelli durante la partita Juventus-Inter non sono, purtroppo, una novità. In quasi ogni partita il giocatore neroazzurro subisce insulti e provocazioni dal sapore razzista. Se questa volta se ne parla è solo perché si trattava di un match sotto i riflettori.
    Per questo il Codacons non si fida più della giustizia sportiva e chiede al Ministro degli Interni e alla Procura della Repubblica di Torino di intervenire.
    “Il mondo dello sport non è in grado di tutelarsi da solo – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Pretende autonomia ma prende solo misure deboli e solo dopo che i riflettori ai accendono. Il ministro degli Interni, però, non deve fare altrettanto. Non può annunciare tolleranza zero e poi non intervenire a fronte di episodi non solo incivili ma illegali. Che fine ha fatto, infatti, la Legge Mancino?”
    Il Codacons, quindi, chiede alla Procura di perseguire penalmente i responsabili dei fatti illeciti e al ministro degli Interni di sospendere il campo per motivi di ordine pubblico fino alla fine del campionato.
    “Alla presunta giustizia sportiva, invece, se vuole dimostrare di essere in grado di autodisciplinarsi – conclude Rienzi – chiediamo partita persa a tavolino, multa alla società almeno pari all’incasso della serata (i 50.000 euro previsti dal Codice di “giustizia” sportiva sono ridicoli ed un insulto al buon senso) e sospensione del campo fino alla fine del campionato. In questi casi, infatti, va punita severamente la dirigenza delle società che lasciano a spazio a tifosi così beceri”.

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