19 Settembre 2019

Calcio e film, oscurata la tv pirata A rischio multa 5 milioni di utenti

xtream codes, sanzioni fino a 25 mila euro. miccichè (serie a): stop alle trasmissioni illegali
NAPOLI Innanzitutto il calcio, ma anche l’ Nba o il Super Bowl, e poi il cinema, le serie tv, magari perfino talent e reality. Tutto ciò che passa su tutte le tv a pagamento, satellitari o via web, poteva essere visto alla modica cifra di 12 euro mensili grazie al sistema pirata messo in piedi da una organizzazione internazionale che ieri è stata completamente smantellata al termine di una indagine condotta dalla polizia postale e dalla Guardia di Finanza e coordinata dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo e dall’ aggiunto Vincenzo Piscitelli, in collaborazione con le agenzie europee Eurojust ed Europol. L’ hanno chiamata Operazione Eclissi e ciò che maggiormente colpisce sono i numeri: quando, ieri mattina, gli investigatori hanno disattivato la piattaforma streaming Xtream Codes, intorno alla quale ruotava tecnicamente l’ intera diffusione illegale dei segnali televisivi, hanno potuto rilevare che solo in quel momento c’ erano settecentomila utenti collegati, ma l’ intero lavoro svolto dalle due forze di polizia ha consentito di stimare in circa cinque milioni gli «abbonati» solo sul territorio italiano. Per ora i provvedimenti giudiziari – un arresto eseguito a Salonicco a carico di Christos Papaoikonomu, ritenuto il capo dell’ organizzazione, trovato con 110mila euro in contanti, otto ordini europei di indagine notificati in Grecia, Olanda, Francia, Germania e Bulgaria e svariati decreti di sequestro in tutt’ Italia – hanno riguardato i membri identificati dell’ organizzazione. Ma a rischiare una condanna da sei mesi a tre anni di carcere e multe fino a 25 mila euro sono anche i tantissimi abbonati illegali, che Fiamme gialle e polizia stanno identificando attraverso gli indirizzi ip dei computer utilizzati e le carte di credito usate per acquisire le tecnologie di accesso ai contenuti televisivi diffusi illecitamente. Perché il cosiddetto «pezzotto» oggi non ha più nulla a che vedere con la modifica che una volta veniva apportata al decoder e consentiva di accedere senza sborsare una lira a interi pacchetti di sport, cinema e intrattenimento. Oggi la truffa avviene attraverso Iptv (tv che utilizzano la rete Internet) illegali. L’ organizzazione sgominata ieri operava acquisendo in origine abbonamenti regolari e funzionanti attraverso il segnale satellitare. Poi avveniva la trasformazione in dati informatici convogliati in flussi audio e video e venduti, utilizzando una organizzata rete commerciale, agli utenti finali, che non erano soltanto privati cittadini ma pure strutture ricettive, anche alberghiere, che dovevano solo dotarsi della tecnologia per ricevere il segnale e decodificarlo. Secondo il Codacons la truffa non ha danneggiato soltanto le tv colpite ma anche gli utenti che sottoscrivono abbonamenti regolari e che sarebbero costretti a pagare tariffe più elevate di quelle che le emittenti potrebbero chiedere se non fossero vittime di organizzazioni come quella colpita dall’ inchiesta napoletana. Sistemi criminali che fanno sentire il proprio peso anche sui bilanci della Lega Calcio di serie A che, spiega il presidente Gaetano Miccichè, «ha stanziato dei fondi per combattere questo fenomeno criminale» e punta a «ridurre sensibilmente il numero dei pirati in questo campionato, fino ad azzerare nel breve periodo la trasmissione illegale dei flussi audiovisivi».
fulvio bufi

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