Calcio e camorra, la conferenza stampa in Procura
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fonte:
- Repubblica.it
Calcio e droga. Il mondo del calcio, ha detto il procuratore aggiunto Beatrice, che dieci anni fa coordinò le indagini sullo scandalo Calciopoli, è “ancora malato. E da allora al suo interno resiste ancora una forma di omertà che, per certi versi, è peggiorata”. I clan di Secondigliano, spiega il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, “non sono chiusi in se stessi ma si aprono all’esterno”, come confermano gli interessi per il mondo del calcio. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il comandante del reparto operativo dei carabinieri, maggiore Pannone, e il comandante provinciale, il generale Antonio De Vita. Il traffico di droga, ricorda il generale, “è il motore delle mafie”.
Il procuratore Beatrice: “Nel calcio ancora molta omertà” Sottolinea Il pm della Direzione nazionale antimafia Maria Vittoria De Simone: “Gli arresti chiudono il cerchio ci una serie di attività avviate dalla procura sin dal 2012 sui clan di Secondigliano e di questo clan che si distingue per la particolare aggressività dimostrata anche con azioni eclatanti come quella che, recentemente, ha portato al gravissimo episodio di colpi di mitra esplosi contro la caserma dei carabinieri”. Dalle indagini emerge, rileva il pm De Simone, il “forte interesse della camorra per il mondo del calcio. Sono contestate in questa fase due partite, ma gli accertamenti potrebbero far emergere anche altri episodi”.
Il racket delle scommesse. Il calcio, rimarca il procuratore aggiunto Beatrice, “è un settore che, al di là delle passioni individuali o collettive, muove forti interessi economici. Non si tratta di fatti limitati, non abbiamo elementi per dire che siano stati influenzati interi campionati, ma possiamo affermare che nelle squadre di calcio ci sono elementi che non giocano solo a pallone”. Adesso, rimarca il magistrato, “dobbiamo capire quali sono i soggetti della cosiddetta area grigia che si interfacciano con i criminali e le cui responsabilità è spesso difficile accertare”. Il profitto del clan, rimarca il pm De Simone, ” è rappresentato dalla scommessa. E con le puntate si possono amplificare i proventi illeciti, a cominciare dal traffico di stupefacenti”. Dalle indagini è emerso che il difensore d Armando Izzo, originario di Secondigliano, è nipote di un presunto boss della Vinella Grassi.
Gomorra nel calcio: “In alcune squadre non si pensa solo a giocare”
Il presidente della serie B. “Sono fatti gravi, anche se limitati a due gare. E’ l’ennesimo attentato della criminalità organizzata nei confronti del calcio”. E’ il commento di Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B. “Ancora una volta, nonostante il costante, profondo e totale impegno della Lega e delle altre istituzioni sportive sul versante dell’integrità e del rispetto, emerge l’ennesimo attentato della criminalità organizzata nei confronti del calcio. Prendiamo atto che si tratti di fatti gravi, circoscritti a due gare di fine stagione di due anni fa – aggiunge Abodi – fatti emergere da più ampie indagini della Dda e dalla Procura della Repubblica di Napoli che ringraziamo per il lavoro che stanno svolgendo e alle quali garantiamo, come sempre e doveroso, la nostra piena collaborazione. Nel nostro impegno quotidiano, condiviso con la federazione e le altre componenti del sistema-calcio, stiamo cercando di rendere sempre più efficace il contrasto a ogni forma di illegalità e di infiltrazione malavitosa, fattori patologici che riguardano purtroppo l’intera nostra società e in particolar modo organizzazioni criminali radicate da decenni nel nostro tessuto socio-economico”.
L’inchiesta della Figc. In relazione all’indagine, il procuratore federale della Figc (Federazione italiana gioco calcio) Stefano Palazzi ha preso contatto con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice ricevendo la piena disponibilità alla trasmissione degli atti allo stato delle indagini. Nelle prossime ore sarà formalmente aperta un’inchiesta della Procura federale sul caso e nei prossimi giorni verrà disposto il ritiro degli atti dalla Dda di Napoli.
Izzo non convocato. Armando Izzo non fa parte del gruppo convocato da Antonio Conte per il secondo raduno della nazionale in vista degli europei. Izzo era rientrato nel primo stage. Il suo taglio era comunque previsto, ancor prima del suo coinvolgimento nell’inchiesta anticamorra.
Rimborsi ai tifosi. Il Codacons chiede rimborsi delle scommesse sulle partite e risarcimenti per i tifosi delle squadre coinvolte nello scandalo che ancora una volta coinvolge il mondo del calcio. “Presenteremo oggi stesso
formale costituzione di parte offesa dinanzi la Procura di Napoli in rappresentanza della collettività danneggiata dai gravi reati contestati – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e abbiamo deciso di lanciare una azione risarcitoria in favore dei tifosi delle squadre coinvolte nello scandalo e di chi ha scommesso sulle partite incriminate, che potranno avanzare richiesta di risarcimento – in qualità di soggetti offesi – per i danni morali e patrimoniali subiti”.
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