2 Maggio 2020

Calcio, abbonati in allarme

bari Calcio sì, calcio no. Se sì, dove? E se no, come? Sono tante le domande che si pongono rispetto alla prosecuzione della stagione in corso a ogni livello. Inevitabili e indistricabili, almeno per ora, i dubbi che aleggiano sulla testa dei giocatori, dei dirigenti. Ma anche dei tifosi. Sì, quelli che ogni fine settimana si siedono in curva o in tribuna, sognando un gol o imprecando per una sconfitta. Ebbene, ai diritti di quelli, finora, in pochi hanno pensato. Cosa ne sarà degli abbonamenti sottoscritti a inizio stagione, quando il Covid-19 era un pericolo sconosciuto e inconoscibile? L’ interrogativo vale per tutto il calcio, ma a maggior ragione per il calcio pugliese, che fa della passione pressoché totale il suo motore e tratto distintivo. Si pensi al numero degli abbonati del Lecce, ben 18.800. Una cifra esorbitante, che pone i giallorossi al settimo posto assoluto nella classifica delle tessere sottoscritte. Meglio hanno fatto solo le romane, le milanesi, la Juventus e la Fiorentina. Ma si pensi anche ai 7.806 tifosi del Bari che hanno creduto nell’ exploit di De Laurentiis a inizio stagione. Molti ipotizzavano cifre anche maggiori, stante la riconosciuta passionalità dei supporter biancorossi. Ma considerando la categoria (serie C) e non potendo dimenticare i guai della storia recente del Bari, la numerosità resta oggettivamente elevata. Ebbene, il rebus abbonamenti non è un argomento che può finire troppo a lungo in panchina. Se la stagione dovesse ritenersi conclusa, i tifosi avranno diritto a un rimborso? «È un argomento di sicuro interesse – afferma Marco Maria Donzelli, componente del collegio di presidenza del Codacons – Il concetto è chiaro: se non c’ è una prestazione, ci deve essere un rimborso». Risposta che non conosce giri di parole, ma che richiede una spiegazione più dettagliata di come possa essere erogato questo recupero spese. «Il governo ha individuato nei bonus – prosegue – le modalità di rimborso per quanto attiene ai viaggi e agli eventi culturali. Giuridicamente anche l’ abbonamento va visto in questi termini. Deve essere un rimborso non temporale, ma aperto, utilizzabile in qualunque momento». In buona sostanza si tratta di una sorta di credito che possa essere vantato alla prima occasione utile, magari in vista della prossima stagione, considerando che, anche qualora l’ annata in corso fosse riavviata, sarebbe impensabile ipotizzare le porte aperte. «Il campionato è un terno al lotto – conclude Donzelli – ma non ci sono margini diversi». Il pagamento c’ è stato, insomma, e in qualche modo il tifoso va tutelato. «Tutti noi – è il commento di Marco Giorgio, presidente dell’ associazione Bari in testa – auspicano che il campionato possa riprendere e che la stagione si concluda sul campo. Detto ciò, nell’ ipotesi in cui ciò non accadesse, quasi nessuno dei nostri chiederebbe un rimborso economico. La maggioranza concorda nella destinazione a scopo benefico delle eventuali somme, ovviamente a soggetti che operano nell’ ambito dell’ emergenza Covid». Un’ idea, quella del gruppo, chiaramente rappresentativa solo di una piccola fetta di pubblico. Perché non manca invece chi vorrebbe un recupero immediato delle cifre perse o uno sconto per la campagna abbonamenti del prossimo anno. Di certo sarebbe paradossale che le esigenze dei supporter non fossero minimamente considerate. Più che mai in un periodo con tante paure e pochi soldi in tasca.
pasquale caputi

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